I motivi di un momento d'oro
Parente, Muro, Cardinali, Feliciangeli e Prelazzi: era questo il quintetto che, nella stagione 2007/08, regalò a Brindisi le prime tre vittorie consecutive in campionato. In panchina sedeva Paolo Moretti – che domenica prossima tornerà al PalaPentassuglia, questa volta da allenatore di Torino – mentre tra i giocatori figurava Marco Cardillo, oggi assistente di coach Brienza. Quella stagione fu segnata dal cambio di guida tecnica con Giovanni Perdichizzi subentrato a Moretti a metà percorso e culminò con la storica promozione dalla B d’Eccellenza alla Serie A2, conquistata al termine di una finale mozzafiato contro Trapani e decisa da una memorabile palla rubata di Parente, rimasta nel cuore di ogni tifoso brindisino.
Diciannove anni dopo, Brindisi torna a centrare tre successi nelle prime tre giornate grazie al convincente 96-78 ottenuto sul parquet di Montecatini. Una vittoria che certifica la maturità e la consapevolezza di questa squadra, capace di imporsi con autorità. Montecatini, pur penalizzata dagli infortuni e costretta a rinunciare a Burini dopo pochi minuti, arrivava comunque da un’affermazione di prestigio a Sassari, dominando per tutta la gara. Tuttavia, come insegna l’A2, non esistono partite semplici: solo sfide affrontate con il giusto approccio. “Se non si entra con la giusta mentalità in campo, si corrono sempre grossi rischi anche di fronte a una neopromossa, con un budget inferiore e sicuramente meno talento.” Brindisi ha saputo interpretare al meglio la gara, studiando l’avversario nel primo quarto e poi accelerando, sorprendendo tutti con una prestazione eccellente nel tiro da tre punti. Il 7/8 dall’arco nel secondo quarto e il 48% finale sono numeri che difficilmente si ripetono, ma dimostrano quanto la circolazione di palla e le scelte corrette possano costruire tiri aperti anche senza specialisti puri.
L’ATTACCO ALLA ZONA – “Contro Milano era bastata la zona ordinata da coach Sacripanti a mettere in crisi l’attacco biancoblu, contro Montecatini invece l’attacco alla zona è stato perfetto, leggendo sempre il punto debole e ribaltando sul lato debole mettendo sempre qualcuno in posizione di vantaggio.” Coach Andreazza ha individuato in Esposito la principale minaccia offensiva di Brindisi, ordinando sistematicamente il raddoppio quando riceveva palla in post. La risposta dei biancoblu è stata impeccabile: il movimento di Pellegrino liberava spazio sul perimetro, mentre l’italoamericano, senza forzare l’1vs1, trovava sempre il compagno libero sul lato debole – Ray (in grande crescita con 21 punti), Cinciarini, Caroti o Mastellari – che punivano la difesa dall’arco. Quando invece Esposito attaccava fronte a canestro, attirava il raddoppio e serviva con tempismo il taglio del lungo, che spesso si ritrovava libero nel cuore dell’area per appoggiare a canestro. Così Brindisi ha progressivamente preso il largo, trasformando l’ultimo quarto d’ora in un lungo garbage time.
LA DIFESA – “Non esiste un attacco veloce se non gli si accoppia una difesa intensa. È il dettame di coach Brienza e questa squadra sembra capirlo ogni settimana di più.” La fase difensiva sul pick and roll è stata impeccabile, con Williams sempre attento a coprire il passaggio verso il lungo e a sfruttare la propria fisicità per recuperare anche in caso di ritardo contro un centro come Pellegrino. Brindisi ha costantemente saturato le linee di passaggio, rendendo quasi impossibili soluzioni semplici per Montecatini, che si è vista costretta a cercare il tiro da tre. Permangono però difficoltà a rimbalzo – ben 41 concessi, di cui 14 offensivi – ma l’intensità sugli esterni ha limitato i danni. La squadra sembra aver compreso che per costruire buone percentuali dall’arco serve correre, e per correre è necessario difendere forte. Finora gli avversari non erano di primissima fascia, ma la crescita del gruppo è evidente, anche grazie alla sapiente gestione dei minutaggi, fondamentale in vista del primo turno infrasettimanale.
LA SETTIMANA PIÙ DURA – Ora per Brindisi arriva il primo vero banco di prova. “Domenica al Pentassuglia arriverà Torino che, a dispetto dei pronostici iniziali, sta dimostrando di essere una squadra già con un’identità ben chiara.” Poi, mercoledì, trasferta a Rieti e infine la sfida casalinga contro Avellino nel posticipo della sesta giornata. Rieti e Avellino sono entrambe a punteggio pieno e si stanno confermando tra le formazioni più temibili del campionato. In questo ciclo impegnativo, sarà fondamentale recuperare Miani, ancora alle prese con i soliti problemi alla schiena che ne stanno condizionando l’avvio di stagione. Se contro Montecatini l’assenza è stata gestibile, contro avversari di livello superiore Brindisi dovrà poter contare su tutti e dieci gli effettivi per mantenere alta la qualità delle rotazioni.