Durissimo attacco di Mazzola all'ex coach
Valerio Mazzola, ospite della trasmissione Sport Club su E-Tv, ha ripercorso i temi più caldi legati alla Fortitudo Bologna: dall’ottimo avvio di stagione, al rapporto con Demis Cavina, fino alle tensioni vissute con Attilio Caja.
Il lungo biancoblù ha aperto il suo intervento rivolgendo un sentito appello alla Fossa dei Leoni, sottolineando quanto la loro assenza si faccia sentire: «Da giocatore vedere la Fossa che non canta è una mancanza. Non conosco le dinamiche, penso sia giusto che loro mettano le loro cose davanti al resto, ma spero possano tornare a sostenerci il prima possibile».
Rivolgendosi direttamente ai tifosi, Mazzola ha aggiunto: «Risolvete i problemi fuori, perchè all'interno del palasport abbiamo bisogno che tutti remino nella stessa direzione. Non è giusto toglierci il privilegio di quel ‘plus' che offrono: giusto si prendano il loro tempo, ma c'è un campionato da giocare e abbiamo bisogno di tutti, indistintamente».
Ha poi fatto il punto sulle sue condizioni fisiche, dopo i recenti problemi che ne hanno limitato il rendimento: «I problemi al ginocchio sono passati, posso lavorare tanto senza che si gonfi e questo mi rende entusiasta. Ho avuto giorni con febbre e problemi intestinali, ho perso 4 chili la settimana scorsa e tornare ad allenarsi è stato faticoso, questo ha portato al poco minutaggio di domenica. Una sfiga dietro l'altra, ci vuole tempo, ma ho spirito positivo e mi piace lavorare. I miei compagni sono con me, il campionato è una maratona, io ci sono sempre e il mio ruolo è anche questo».
Ripercorrendo la lunga assenza dovuta all’operazione al ginocchio della scorsa stagione, Mazzola ha spiegato: «Sono entrato in sala operatoria che dovevo fare una operazione e me ne hanno fatto poi un'altra per problemi di cartilagine, dilatanto i tempi di recupero. Le stampelle non più un mese ma tre mesi, e questo mi ha portato a stare fuori tutta la stagione. Ho cercato di non andare sotto i ferri, staccandomi dalla squadra e cercando di recuperare in modo diverso, ma non mi è stata data la possibilità. Mi sono fatto il mazzo, con il senno di poi forse avrei dovuto fare scelte diverse. Ma ora devo ripagare la Fortitudo dell'attesa».
Guardando alla squadra attuale, Mazzola si è detto certo che la Fortitudo sia più completa rispetto allo scorso anno: «Direi di sì, anche perchè ci sono io… forse manca una testa calda, siamo tutti bravi ragazzi, ma scherzi a parte siamo completi, tanti giocatori possono occupare vari ruoli, possiamo toglierci soddisfazioni».
Sul tema delle personalità forti nello spogliatoio, ha poi aggiunto: «Recalcati diceva che una testa calda, uno slavo o un croato, in squadra serve sempre. Specie nei momenti importanti».
Analizzando le caratteristiche della formazione, Mazzola ha sottolineato: «Un americano che capisce bene il gioco e magari è meno realizzatore, ci dà struttura, si prende le sue responsabilità. Poi abbiamo tutti un anno di esperienza in più, siamo tutti più bravi».
Quanto alle quattro vittorie consecutive in avvio di campionato, il lungo biancoblù ha commentato: «Sì e no. Quando inizi ci sono tante cose da mettere a posto, anche ambientarsi nel palasport nuovo, qualcosa che può mettere ansia. Però le vittorie ci stanno, siamo cresciuti di partita in partita e non vedo l'ora di giocare su un campo difficilissimo come quello di Livorno. Dovremo essere perfetti, ma vincere sarebbe tanto».
Mazzola ha poi offerto una panoramica sul livello della Serie A2: «Leggermente più elevato. Avellino ha fatto una grande crescita, poi ci sono le solite, compresa Livorno. Le prime 8 sono di gran livello, poi anche vincere a Caserta è difficile anche se non hanno un roster elevato: tra chi si è rinforzato e chi ha dei campi casalinghi che sembrano fortini. è un campionato difficile».
Sul versante allenatori, Mazzola ha voluto sottolineare il contributo di Demis Cavina: «Arrivavamo tutti da una situazione molto difficile, ma voglio dare merito a Cavina: se con quello di prima non ci trovavamo bene, Demis è molto presente, ci fa allenare nel giusto modo, ha una attitudine sempre positiva verso tutto il gruppo, per me è il valore aggiunto in più e anche per questo penso che la squadra sia più forte. Le cose stanno andando bene, ci saranno magari momenti meno buoni ma questa partenza è già qualcosa di importante».
Particolarmente forti le parole di Mazzola sul rapporto con il precedente allenatore, Attilio Caja, soprattutto in merito all’episodio che ha coinvolto anche il capitano Fantinelli:
«Non sta nè in cielo nè in terra, non so come abbia fatto a mantenere la calma: non ce l'aveva direttamente con me ma con il Capitano che aveva mal di schiena. Io mi tolgo dalla situazione, ero meno importante per la squadra, ma lasciare fuori il Capitano dallo spogliatoio, in qualsiasi altra squadra, sarebbe finita con le mani addosso. Per fortuna è acqua passata e lui non è più l'allenatore della squadra. Io faticavo ad allenarmi, sono state situazioni scomode che mi hanno messo di cattivo umore».
Quando gli è stato chiesto se si fosse rischiato uno scontro fisico, Mazzola ha puntualizzato: «No, noi abbiamo chiesto di entrare, ci è stato detto di no, e siamo andati via. Poi a fine anno con Caja ci siamo salutati, ma ognuno fa le sue scelte».
Pur riconoscendo le difficoltà nel rapporto personale, Mazzola ha voluto comunque sottolineare le competenze tecniche di Caja: «Ci sta, perchè è uno che sa mettere in campo il suo credo».
Nel corso dell’intervista, Mazzola ha ricordato anche il periodo vissuto alla Virtus Bologna e la retrocessione del 2016: «Una serie di scelte difficili della società. Roster completamente sbagliato, crisi societario, poi siamo retrocessi con un punteggio altissimo per il rotto della cuffia. Un anno molto difficile, me lo porto dietro con dispiacere».
Un episodio che oggi i tifosi della Fortitudo ricordano con una certa ironia: «Dicono che sono il loro idolo appunto per questo».
Infine, sulla Virtus di oggi, il giudizio di Mazzola è estremamente positivo: «Sorpresissimo da questa Virtus, che gioca un basket veloce e ottiene risultati. Non ci avrei giocato un euro, specie per le gare di Eurolega, ma questo fa bene a Bologna e a tutto il movimento».