Rottura totale fra Tambone e la Vuelle Pesaro

08 novembre 2026 09:19

E' scoppiato un bubbone latente da tempo

La crisi che sta travolgendo la Victoria Libertas Pesaro si estende ben oltre i risultati sul parquet. La terza sconfitta consecutiva, maturata alla Vitrifrigo Arena contro la Gemini Mestre con un pesante 73-85, ha acuito le tensioni interne, facendo emergere una spaccatura profonda tra la dirigenza e il capitano biancorosso Matteo Tambone.

A gettare luce sulla situazione è stato il direttore sportivo Nicola Egidio, che nel post-partita non ha esitato a individuare nel ritorno in campo di Tambone il punto di rottura dell’equilibrio nello spogliatoio. “È inutile negarlo, qualcosa si è rotto con il rientro di Matteo Tambone. Già dall’estate c’erano state avvisaglie negative, comportamenti che non mi sono piaciuti. Abbiamo avuto pazienza nel ricucire degli strappi, forse troppa”, ha dichiarato Egidio, rendendo pubbliche le difficoltà.

Le origini del malcontento risalgono alla scorsa estate, quando Tambone avrebbe espresso la volontà di lasciare Pesaro. Nonostante ciò, la società aveva scelto di confermare la fiducia nel giocatore, affidandogli anche la fascia di capitano. Tuttavia, con il passare dei mesi, la situazione si è progressivamente deteriorata fino a sfociare nell’attuale rottura.

Egidio ha poi sottolineato come certi atteggiamenti abbiano incrinato il rapporto tra il capitano e il resto della squadra, usando toni particolarmente severi: “L’insoddisfazione di determinate cose ha comportato una reazione, mi permetto, bambinesca e poco matura. Qui è il linguaggio del corpo che manca. Se dobbiamo fare i faccini per giocare a basket a Pesaro, si fa prima ad alzare la mano e andare da un’altra parte. Chi non è contento lo dica e si troverà una soluzione per entrambe le parti”.

Il futuro della vicenda, come anticipato dallo stesso Egidio, sarà deciso a breve: “Sarà oggetto di discussione già da domani. Abbiamo già in mente cosa fare. Sono molto deluso”.

La risposta di Tambone non si è fatta attendere. Il capitano ha fornito la propria versione dei fatti, soffermandosi in particolare sulla scelta tecnica di lasciarlo in panchina per tutta la seconda parte della gara contro Mestre. Secondo Tambone, questa esclusione sarebbe la conseguenza del suo tentativo, nei giorni precedenti, di segnalare alla società le difficoltà interne e di cercare un confronto costruttivo.

«Non mi aspettavo di finire così la mia avventura alla VL. Sono stato panchinato negli ultimi due quarti per far giocare i giovani, dopo sei anni in cui ho dato tutto. L’unica cosa che ho fatto quest’anno è stata intervenire su un gruppo che per ora non è coeso. Ho provato ad andare dalla società per cercare di cambiare qualcosa. Evidentemente questa cosa non è piaciuta e sono stato panchinato», ha spiegato Tambone.

Il giocatore ha inoltre precisato che il confronto con la dirigenza sarebbe avvenuto dopo la sconfitta contro Avellino, con l’intenzione di analizzare le criticità senza accusare nessuno in particolare. Una presa di posizione che, a suo avviso, avrebbe contribuito ad allontanarlo ulteriormente dal club.

Le dichiarazioni più forti, però, riguardano il futuro: “Non mi fido più di chi è a capo. Non ho più niente da dare alla VL, non vedo come possa continuare. Non c’è più rispetto, non c’è più dialogo, fiducia nel club purtroppo”.

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