Tutto pronto per il derby d'Italia

14 dicembre 2025 13:01

Milano-Bologna non sarà mai una partita come le altre.

Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi la preview di una grande sfida. In Virtus per le tre stagioni fra 2010 e 2013, dirigendone da play di talento edizioni più povere d'adesso, Peppe Poeta sale al centro del ring del derby d'Italia dei canestri, da cui è sceso il totem Messina, ancora per qualche giorno in viaggio negli States, affrontandolo oggi per la prima volta sulla panchina di Milano. Lo spicchio bianconero del suo variegato passato è più stretto di quello dell'illustre collega, ingombrante e divisiva assenza di stasera, dopo due ricche epopee: il ventennio virtussino e le sei stagioni di panchina milanese da cui è fresco dimissionario, chiuso con tutto il resto pure il ciclo di 49 puntate di Olimpia-Virtus in giacca e cravatta Armani, a 23 vittorie e 26 sconfìtte. Messina scala coi suoi tre scudetti a passato prossimo della saga, Poeta entra in un presente già iscritto, nel suo piccolo d'una carriera nascente, all'albo d'oro delle finali, persa la sua con Brescia contro l'ultima Segafredo. S'ergerà come comandante in campo alle 20 al Forum, nella serata dei saluti alla casa che presto sarà olimpica, spedendo l'Ea7 nel rinnovato Palalido per 5000 anime. Qui sfiderà il lungo corso di Ivanovic, 6 vinti e 3 persi sul personalissimo cartellino dei derby d'Italia, uno scudetto sulla torta, come candelina dell'anno bianconero. Milano piomba sul match lanciatissima, dopo la notte di fuoco che ha incenerito il Panathinaikos. Bologna l'affronta scottata dallo schiaffo dell'Hapoel, tanto onorevole quanto secco. Doveva arrivare, presto o tardi, la sera della prima. La prima caduta dentro casa, ai piedi della prima della classe. L'esito non sorprende e il modo non offende: ancora pari a 4' dalla fine, alla Vu è mancato solo quell'ultimo decimo di gara. Dusko la presenterà al completo (in attesa dell'arrivo a gennaio dell'azzurrino Ferrari, made in Pillastrini a Cividale), Poeta le opporrà un'Olimpia non dimezzata, ma quasi, rinvigorita dalle 24 ore di riposo in più. Fuori Mannion, Flaccadori, Tonut e Diop, avrà tre italiani adulti a referto (Ellis, Ricci, Totè), integrati da tre ragazzi per il numero legale. Fresco di ko Bolmaro e in borghese Dunston, i sei stranieri saranno Guduric, Brooks, Shields, Leday, Booker e Nebo, salvo che Brown sprizzi improvvisamente salute ed energia e venga precettato. Difficile. In classifica l'Olidata vanta 6 punti di vantaggio: sarà più leggero Ivanovic, che non ama mostrarlo, di Poeta, che pratica invece empatia e leggerezza come vocazione e strategia, per ridar aria alla baracca milanese. Antipodi, all'alba d'una nuova era.

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