Battuto il Baskonia di coach Galbiati
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della vittoria col Baskonia. Il tempo e i fatti diranno se l'Olimpia è guarita. Intanto si è levata un po' di negatività di dosso, dopo tre sconfìtte su quattro in Eurolega e quattro su cinque in casa, battendo Vitoria nel modo in cui le serviva. Libera, col massimo stagionale di 109 punti, tenendo a 33 punti nella ripresa f attacco altamente infiammabile di Galbiati che ne aveva fatti 56 del primo tempo. E dando, quando i baschi potevano rientrare, la risposta giusta nel momento chiave che era mancata a Milano nelle ultime sconfitte perché inerte di fronte alle rimonte avversarie dopo aver fatto bene fin li. La sliding door per evitare il déjà vu è a fine terzo quarto, quando l'entusiasmo per essere appena volata a +16 con un eccellente ritorno difensivo dal riposo si è ghiacciato di brividi lungo la schiena, di fronte al break ospite di 8-0 in due minuti che pareva rievocare gli spettri delle ultime partite. Invece no. La capacità di Llaccadori, protagonista a sorpresa con 10 punti in 15 ' di qualità, di conquistarsi un paio di viaggi in lunetta seppur imperfetti (3/5) e i canestri di Shields, 7 punti in due minuti con due entrate delle sue e una tripla, hanno materializzato il 13-1 in 200 secondi chiuso da Mannion sul 92- 72 che ha sbattuto la porta in faccia a Vitoria. Chiavi La seconda vittoria di fila in Eurolega arriva al momento giusto, quando era legittimo iniziare a chiedersi se la pazienza fosse ancora la strategia migliore, nel giorno in cui i risultati altrove non sorridevano. Perso in giornata anche Nebo (elongazione del bicipite femorale sinistro) con la speranza di riaverlo in Coppa Italia, come Bolmaro, la risposta più importante è arrivata nello stesso ruolo da Booker, il migliore tra i sei in doppia cifra, che nel giorno più importante dopo settimane oscure ha sparato la miglior prova della sua Eurolega (9/11, due triple, 5 falli subiti). Quando entra il tiro da ù'e (5/6 al via, 7/11 al riposo, 14/24 alla fine) è tutto più divertente. Ma il tiro è anche fiducia, come quella ritrovata tornando a giocare, anche per chi c'era davanti, un basket meno pensoso e più di flusso, non per caso con meno perse, divertendosi anche ad allungare la difesa. L'Olimpia non è scappata dopo aver segnato 17 dei primi 23 tiri solo perché Vitoria al 15 ' aveva già 7 rimbalzi d'attacco. Sistemato quello, i baschi hanno alzato le percentuali. Lo strappo così è arrivato tenendo Baskonia a un solo canestro nei primi 4 ' della ripresa e mettendoci il carico con 5 triple, 4 in fila nel 12-2 per la fuga 79-63 al 27'. Difesa poi dalla rimonta. E infine estesa fino al + 23. Contro quello che da giocatore è stato il suo ultimo coach, Paolo Galbiati, 41 anni di Vimercate, sei anni nelle giovanili Olimpia e poi nello staff di Repesa, per la prima volta tornato da avversario in Eurolega, Peppe Poeta si scioglie in un sorriso liberatorio abbracciando il presidente Leo Dell'Orco a fine gara: «Abbiamo dimostrato più volte in stagione che possiamo fare queste partite, ma è importante trovare continuità. Siamo stati molto più duri, abbiamo avuto una fisicità diversa, siamo stati molto più presenti, ci abbiamo messo il corpo. Siamo stati aggressivi, in attacco e in difesa: ripartiamo da qui»..