Bologna piegata dagli ultimi in Eurolega
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi, il recap della pessima prestazione virtussina. Ogni partita conta, recita lo slogan dell'Eurolega. Di più. Stupisce. E così fa male, subito e a futura memoria, questo ko della Virtus contro gli ultimi in classifica, minacciando di segnarne una svolta drastica della stagione. La corsa al decimo posto, se mai era stata più d'un sogno, potrebbe finire qui, al 12.o odierno. La squadra ieri era troppo monca, ma anche parecchio sgonfia. Serve salute, e serve anche un rinforzo, che non affiora, pure scandagliando il paesaggio italiano. Nessuno ha saputo attaccare il munito fortino francese, peraltro dedito a furbe tattiche di ritardo dell'azione nemica. Nessuno in proprio, s'intende. Di gioco collettivo non se n'è visto. Le assenze, subito. Fuori Morgan e Pajola, che va oggi sotto i ferri, gode d'una tregua pure il ginocchio di Diouf, che salta domani il Pireo, per provare a riaverlo lunedì a Brescia (come Morgan): la partita che conta della sei giorni, visti traguardi ormai solo tricolori. Rientra Smailagic, e fa il poco che può. Così ristretta, la pattuglia svela i pochi punti che ha nelle mani, e i troppi quintetti avari. Edwards deve forzare (7/16, 5 perse), l'abituale seconda punta Alston incappa in una serataccia (3/13), il direttore d'orchestra Vildoza sbadiglia un tempo e digrigna l'altro, però sbandando di nervi (3/6,4 perse). A rimbalzo è una mattanza: si va sotto di 14, se ne lasciano 17 esiziali in attacco, nessuno va oltre i 4 presi. C'è una sola illusione, quando dal -13 la Vu risale e sorpassa, nel terzo quarto, con l'unica sequenzabrillante dell'argentino. Dura niente. Altra notte, a seguire. Briciole di cronaca, per capire. La Vu scopre da subito un'inattesa partita in salita, quando una difesa rompicapo che la tiene a 33 punti, metà trovati a campo aperto. Contro il bunker, pochi gol. Il giro di palla è asfìttico, il -10 al tè mostra medie scadenti di qua e di là: anche di chi comanda (e per fortuna). Ripresa. Si vedono brani di difesa, una sfuriata di Edwards e finalmente Vildoza per la risalita: il sorpasso avviene con una sua tripla al 27', 50-49. -1 al pitstop, c'è un ultimo quarto per giocarsi tutto. Ma lo fa solo l'Asvel. 8-0 immediato, la Virtus non c'è più. Nè più riappare.