Olimpia Milano di corto muso, fiammella ancora accesa

07 febbraio 2026 06:43

Si insegue Dubai

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della vittoriosa trasferta francese. Corto muso è dire poco. È questione di millesimi se Milano salva la pelle in casa dell'Asvel ultimo in classifica, fresco di scherzacelo due giorni prima a Bologna. Contava vincere per restare aggrappati alla speranza play-in e agli annali passa il terzo successo consecutivo europeo che riavvicina l'Olimpia a soli due punti dal nono e decimo posto, e tra una settimana c'è lo scontro diretto in casa con la più vicina inseguitrice, Dubai. Ma a Lione l'EA7 è rientrata nel copione della squadra che fa tutto bene, anche molto bene, e poi si butta via, stavolta togliendo il piede dall' acceleratore con un quarto d'anticipo. Volata con merito 51-65 al 28' per poi impantanarsi nell'ultimo quarto in 9 minuti da soli 6 punti, al 37' era ancora a +10, prima di naufragare a motore spento in un solo punto in sette possessi in cui Guduric ha sparato a salve, arrivando a giocarsela all'ultimo tiro. Ripresa dal gran finale di Angola sul 76-77 a 8" dalla fine, ha perso poi palla sulla rimessa di Shields per Guduric: Angola ha sbagliato il tiro dalla media per il successo, sull'errore Ndiaye ha segnato il tapin schiacciato del +1 Asvel, ma quando la sirena è suonata aveva ancora le mani sul pallone. Non buono. Sei' avesse solo toccato invece di volerlo schiacciare... Fortuna «Siamo stati in controllo per 35 minuti, poi ci siamo fermati», l'onesto sospiro di sollievo di coach Poeta, che nell'analisi ringrazia anche la sorte-. Siamo stati stagnanti, contro i cambi difensivi abbiamo smesso di giocare, ci è venuta anche un po' di paura e alla fine abbiamo vinto con un pizzico di fortuna ma meritatamente. Ma ce l'abbiamo fatta con la difesa e nonostante i falli dei lunghi». Il peso delle assenze di Bolmaro e Nebo, oltre a quelle di Tonut e Diop prossimi al rientro lunedì a Treviso, resta comunque marginale nella valutazione della prestazione contro una squadra la cui unica gioia in otto gare di Eurolega nel 2026 era stata mercoledì a casa Virtus. Di là, dove c'era anche il volto amico di Edoardo Casalone, vice allenatore Asvel e già nello staff azzurro con Poeta, il promesso sposo Paul Eboua, controllato da Milano e andato a Villeurbanne dopo la chiusura di Trapani, si è segnalato soprattutto per lo 0/4 da tre. Luci e ombre Fatta la tara al valore dell'avversaria, a lungo è stata un'Olimpia apprezzabile per spaziature e chimica raggiunta con questo mix di quintetti, preferibilmente con due trattatori di palla in campo. Anche con Booker titolare, se non si fosse piantato in tre falli già al 15'. Assorbita la prima spallata dei francesi, voraci nel cercare il tiro da tre (18 tentati al riposo, 12 nel primo quarto) e avanti quando ne hanno infilati un paio con Watson e Seljaas (18-13 al 7'), Milano aveva preso il controllo (27-32 al 14') con l'impronta di un secondo quintetto in cui la fiducia e la concretezza di Flaccadori e Mannion e l'attività di Dunston hanno aperto la strada all'impatto di Brooks, esuberante anche a rimbalzo (8 al riposo). Il maggior numero di possessi (alla fine 15 rimbalzi d'attacco francesi e 17 perse milanesi) ha tenuto a galla l'Asvel, finché Milano ha capitalizzato f 8/8 da due nel secondo quarto (13/16 al 20') con la difesa che ha tenuto i francesi a 4/15 al tiro e 15 punti nel periodo. Toccato il +7 già prima del riposo, poi raddoppiato fino a +14 sul finire di terzo quarto, le seconde linee non hanno replicato l'impatto di inizio gara, e con loro Brooks. Un Guduric per tre quarti e mezzo perfetto (anche 7 assist) non ha smesso di prendersi responsabilità ma ha perso efficacia quando si è smesso di girare palla per accontentarsi delle triple (0/4 Olimpia nel quarto periodo). Ma il canestro decisivo del +1 a 12" dalla fine lo ha segnato lui. Non è stata una gara su cui costruire certezze ma vincere aiuta a lavorare. E tiene accesa la fiammella.

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