Sconfitta netta con l'Efes
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giorgio Borreddu, la pesante sconfitta in Eurolega. L'istantanea è in un silenzio: eoaeh Ivanovic che chiama timeout, niente parole, solo sguardi. La Virtus era già naufragata. Ma il finale è anche più pesante: sconfitta 91-60. Efes perfetto e Swider di più con i suoi 22 punti totali, 6/7 da 3, un portento. «Abbiamo giocato un pessimo secondo tempo, non c'è stata partita. Primo tempo così così», dice Ivanovic. Bologna ha la tigna giusta solo nel primo periodo, poi la gara le scappa di mano, arriva pure un -27 nel terzo e l'ignoto spazio profondo nel quarto. Insomma, una debacle. «Abbiamo mollato dopo l'intervallo. Senza difesa, senza energia è difficile giocare», aggiunge il coach delle Vu Nere. A dire il vero, è il primo ko così pesante della stagione. Ma certo il terzo stop di fila in Eurolega dice anche qualcosa sulla condizione fisica delle Vu Nere. Una condizione da rivedere. E poi dice che il play-in diventa un'impresa. Intonaco Se era stato pesante il divario contro l'Olympiacos, questo contro l'Efes è anche figlio di un gioco sterile. Osmani ha francobollato le guardie bianconere. Solo Smailagic e Morgan hanno toccato la doppia cifra (12). Male Edwards (8, solo 2/8 da 3) per tutto il match. Peggio Alston, fermo a zero. L'intonaco bianconero viene giù a cominciare da metà secondo quarto. Difesa senza mordente, attacco senza conclusioni. Il primo era stato un quarto all'altezza, è vero, ma l'assenza dell'energia di Pajola ha iniziato a farsi sentire già nei secondi 10', minuti in cui l'Efes ha iniziato a prendere spazio, gioco, punti. Grazie a Swider, efficace da tutte le posizioni. Poi con il solito Osmani, già luce di molte battaglie per l'Efes, e Hazer. Il crollo della Virtus è arrivato però nel terzo, quando i turchi hanno preso il largo toccando vette impossibili da colmare. Il distacco di un ventello per la Virtus non è stato solo un calvario, ma la certezza che qualcosa non sta girando nel modo giusto. Ivanovic non Io vuole sentire, ma la stanchezza c'è, e si vede. Difesa A fine partita il coach bianconero si è concentrato sulla difesa: «Ogni volta che difendiamo bene facciamo tanti punti in transizione e abbiamo più fiducia in attacco. Quando non difendiamo, giochiamo troppo lentamente». Tolto lo stop di Pajola (comunque una perdita visibile), la Virtus ha ormai colmato la vecchia emergenza. Sono rientrati tutti. Vildoza ha dato un contributo, Smailagic pure. Ma i lunghi hanno sofferto a tratti, e Edwards non è riuscito a imporre il suo gioco feroce, di fuoco. Per l'americano appena una manciata di punti. Con l'Efes saldamente in controllo, nel quarto Edwards ha cercato tiri e forzato le triple. Un'idea su come riprendere una partita già chiusa, ma non abbastanza buona per rimettere in piedi il match compromesso al rientro in campo dall'intervallo. Nel complesso si sono sentiti anche i postumi del successo su Brescia, gara fondamentale per la Serie A: la Virtus quella non l'ha sbagliata. Invece quella con l'Efes sì. Uscendone male. Vedi anche il break 12-4 di inizio quarto periodo e i punti pesanti del solito Swider, inarrestabile. Da segnalare anche i primi tiri liberi in Eurolega di Ferrari e un suo tentativo da tre (sul ferro).