Netta affermazione al PalaLido
Dalla Gazzetta dello Sporta a cura di Giuseppe Nigro, il recap della sfida del PalaLido. La notte che complica tutto. Nella continua altalena di questa Eurolega maratona che riscrive tutto ogni maledetta settimana, basta un giorno così - terribile, per l'Olimpia crollata a -18 in casa con Dubai - per cancellare l'effetto delle tre vittorie di fila, non splendenti ma importanti, con cui Milano aveva riacceso la fiammella play-in. Oltre all'esito stordente, e mortificante per il pienone del Paialido, di quello che doveva essere uno scontro diretto, la vittoria davanti di Zalgiris e Monaco spinge ancora a -4 la distanza dai primi dieci posti che valgono la post-season, con dieci partite per colmarla dopo la pausa per la Coppa Italia: «Senza nessun dubbio giochiamo per provarci, l'Eurolega va onorata fino alla fine - trova nella testa più che nella pancia ragioni per crederci coach Peppe Poeta -. Eravamo vivi dopo tre vittorie, la verità è che la squadra ce la sta mettendo tutta a un livello di competizione molto molto alto. Quest'anno è ancora più dura, per la prima volta a 38 partite, ma il gruppo con alti e bassi ha dimostrato di non mollare mai: stiamo facendo il massimo con questi ragazzi e se c'è una speranza fino alla fine vogliamo giocarcela». Sbilanciata Difficile giocarsela per i play-in alla settima sconfìtta interna in Eurolega, la quarta con Poeta, eguagliando lo scarto casalingo peggiore in quello che doveva essere uno spareggio e invece è stato una prova di forza, altrui. Rincorsa palesemente sbilanciata se l'avversaria è questa Dubai dell'ex Abass (10 minuti), alla quarta vittoria in cinque partite, la cui forza si percepisce solo ora, col rientro di Musa e Caboclo. Al di là dell'assenza di Nebo, oltre a Bolmaro (ricominciano oggi ad allenarsi), per una volta Milano è sembrata ben più povera sotto canestro che in regia, facile preda dell'ex Venezia Kabengele da 22 punti in 23' con 9/12 al tiro, 5 falli subiti e 10 rimbalzi, di cui 4 in attacco. La settimana senza doppio impegno in cui poter lavorare non ha portato granché in partita. Esaurita a cavallo dei primi due quarti la spinta dalla panchina da Ricci (11 punti in 5' con 3/3 da tre), mentre di là al 13' erano già andati a segno in 9, quando fimpatto di Musa si è aggiunto a quello di Kabengele in area (entrambi 10 punti al riposo) l'attacco stratosferico di Dubai è esploso (38-46 al 18') in un secondo quarto da 33 punti con le soluzioni più efficienti, tutto triple (5/7) e viaggi in lunetta (8/9). Con il primo canestro di Brooks arrivato solo al 29', rimasta attaccata prima dell'intervallo grazie a un Guduric da 13 punti (5/6) e 4 assist in 11' fin lì, l'Olimpia è affondata quando l'attacco si è impantanato in un terzo periodo da 13 punti, affossato dalle forzature di Shields e LeDay: tornata dal riposo sbagliando i primi cinque tiri, la prima spallata l'ha data Kabengele con 8 punti in due minuti, la seconda Petrusev ha completando il 18-2 del naufragio sul 48-67 al 25'. Dunston ha illuso per il ritorno sul 63- 73 al 32': fuoco di paglia. Mercato Sconfitta dura, onestamente. Nel primo tempo, riuscendo a fare quello che volevamo contro una squadra in gran forma, siamo riusciti a competere l'analisi di Poeta -. Perso il filo contro la fisicità con cui hanno impattato la ripresa, non abbiamo avuto energia e aggressività per rientrare: senza queste qualità in difesa è difficile che le partite vengano dalla tua parte. Per questo, più che sul piano di tecnica e tattica, abbiamo sofferto la fisicità: non siamo mai riusciti ad andare al ferro, abbiamo tirato solo 8 liberi, abbiamo fatto fatica a creare dal palleggio e in uno contro uno Kabengele e Petrusev ci hanno fatto tanto male». E sul mercato: «Nebo e Bolmaro hanno saltato tante partite, ma facendolo due-tre settimane per volta non prendi un giocatore per periodi così. Con un solo tesseramento disponibile abbiamo guardato al mercato di play e guardie ma c'era poco o niente, infatti nessuno prende nessuno perché il mercato è veramente povero al momento e non ha senso fare un'operazione giusto per farla».