Matteo Boniciolli: «Inizia la coppa dei sogni»

18 febbraio 2026 07:38

Bologna e Milano favorite, ma...

Dal Corriere dello Sport a cura di Fabrizio Fabbri, un ricordo indelebile e i pronostici di Matteo Boniciolli. Era il 10 febbraio del 2008 quando la Scandone Avellino, griffata dal marchio Air, alzava al delo la Coppa Italia. In panchina con gli iipini, che si presero il lusso di sconfiggere la Virtus Bologna 73-67, era seduto Matteo Boniciolli, oggi coach dell'Olidata Stella EBK Roma. Coach cosa ricorda di quel pomeriggio? «L'urlo dei nostri tifosi per una vittoria in campo neutro... ma giocata a Bologna visto che era la sede di quell'edizione. L'abbraccio con i miei ragazzi e la percezione di aver compiuto un'autentica impresa. Eravamo felici di "essere arrivati uno", come dicevano i vecchi ciclisti di un tempo. La gioia però dura un attimo perché poi il pensiero va, e sarà così anche domenica prossima, al prosieguo del campionato». La Coppa Italia è sempre terreno fertile per le sorprese. «È vero, perché arriva in un momento particolare della stagione, alla metà del percorso, quando bisogna ridare forza al motore della propria formazione. Noi non eravamo partiti bene in quella stagione. La mia panchina aveva anche un po' traballato ma il gruppo era composto oda giocatori di talento, basta pensare a Radulovic, Marques Green e Righetti, e soprattutto da ragazzi d'oro, pieni di valori. Non è un caso che ancora oggi ci si senta tutti, il legame non si è rescisso». Non ci ha risposto però. Crede in una sorpresa? «Capiamoci bene, il valore assoluto della Virtus Bologna e dell'Olimpia Milano non è in discussione. Pur avendo qualche problema di infermeria hanno rose profonde dove il talento abbonda. Però bisogna capire in che stato di forma, visto che entrambe hanno l'impegno dell'Eurolega, arriveranno. Faccio spesso questo esempio: se bisogna percorrere cento chilometri ed una Ferrari è in riserva di benzina e una 500 ha fatto il pieno arriverà alla meta stabilita la macchinetta, mentre il macchinone si fermerà per strada. È successo tante volte. Penso, ad esempio, alla Trento di Galbiati dello scorso anno che più andava avanti e più sembrava poter correre veloce. E ha vinto il trofeo». Ci sarà la neopromossa Udine al gran ballo di Torino. «Se lo merita. Vertemati ha saputo reggere l'urto delle prime giornate, quando le cose magari non sono andate come si aspettavano. Poi le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto e la sua squadra ha ottenuto una qualificazione meritatissima da neopromossa. Non credo proprio che i friulani, con cui io ho vinto una Coppa Italia di A2, si presenteranno sazi all'Inalpi Arena. Per loro sarà un rincorrere un sogno, un po' come facemmo noi di Avellino, e quando le squadre hanno questa motivazione diventano pericolose. Cosa dice l'albo d'oro degli ultimi tre anni? Brescia, Napoli e Trento. Ci sarà da divertirsi». Chi può essere l'uomo decisivo, quello su cui andranno i riflettori. «Lo scorso anno fu Ellis con l'Aquila a prendersi la scena. Perché la Final Eight è anche questo, una vetrina importante che può dare libero sfogo a giocatori emergenti o comunque che non sono prime punte delle squadre. Sono curioso di capire come Trieste si presenterà a Torino. Ha giocato, nell'ultima di campionato, un primo tempo irreale segnando 70 punti contro Napoli. Poi il cambio d'allenatore. Situazione strana per una squadra che però ha un potenziale offensivo incredibile. Così come voglio vedere la reazione di Napoli, l'avversaria dei giuliani. E Tortona? La squadra di Fioretti sta facendo un'ottima stagione ed è premiata dalla sua classifica. Bisognerà tenerla d'occhio, così come Venezia che ha una rosa di ottimo livello». Boniciolli lei da domani sarà spettatore. Ha scelto, in questa stagione, una strada diversa. «Un ritorno alle origini per lavorare alla Stella EBK Roma, affascinato dal progetto legato veramente ai giovani, non figlio delle chiacchiere. Siedo in panchina con la prima squadra. La domenica magari giochiamo in Campania e il giorno dopo si parte per il Veneto con l'Under 19. Sono proprio i ragazzi che disputano questo torneo l'ossatura di entrambe le squadre. I più anziani sono 1 cambi. Bene così, sembrano un gruppo di un college NCAA Ho avuto richieste da club di livello superiore che hanno cambiato coach. Ho detto "no, grazie". Sto bene qui. Lavoro per il futuro della mia società e anche del basket italiano».

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