L'allenatore della Virtus raccoglie le idee
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi, il preview di coppa. Da un lato, mimetizzare la Virtus prima in campionato e prima sul tabellone della Final 8, al via oggi a Torino, e per la Virtus domani, contro Napoli. Dall'altro, saper bene che a padron Zanetti piacerebbe tanto alzare questo trofeo, l'unico che manca alla sua felice parabola bianconera: una voglia che fa alzare la pressione. Non restano che i luoghi comuni di vigilia su questa che, «come tutte le coppe nazionali, sta nel territorio delle sorprese». E qui soccorrono i fatti. Risalendo a ritroso, le ultime tre le hanno alzate Trento, Napoli e Brescia. Albo d'oro, non chiacchiere al bar. O alla concessionaria Penske, quella che alla Virtus dà le auto ufAciali, dove ieri Ronci e Ivanovic hanno ricevuto i cronisti. Dusko va dritto sul campo. «L'assenza di Pajola, il capitano, uno degli uomini di energia, ci ha costretto a piccoli adattamenti non sempre riusciti. A Torino servirà di più da tutti. A inizio stagione giocavamo meglio in difesa e da lì venivano canestri facili in transizione. Ora è calata l'aggressività e attaccare difese schierate è più difAcile. Con Trento e Udine, dopo ottimi avvìi, s'è persa concentrazione. Dobbiamo evitarlo, restare calmi». Non praticando la Vu comunicazioni assidue, a Ronci è stato chiesto di tutto. Di più, mercato e contratti (pure Dusko è in scadenza a giugno, ma sul tema non ha preso la parola). «Abbiamo patito infortuni e dunque guardato se c'era un giocatore da pigliare, veramente utile, adesso e anche per il futuro. Non l'abbiamo visto, però ricordo che un anno fa la strada per lo scudetto passò per tre uscite, deAnendo le gerarchie». Quanto agli uomini in scadenza (Pajola e Diouf in testa), «saremmo felici di tenere tutti, ma gli accordi si fanno in due. Diamo valore a stabilità e continuità, e più ancora nel gruppo italiano che dà identità alla squadra, An da quando venne ad allenare Djordjevic».