Il triestino rientrante inquadra la sfida di oggi
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto, l'ex di turno. Alla vigilia delle Final Eight di Torino, la notizia più rassicurante in casa Olimpia è il ritorno di un gruppo finalmente al completo. Era l'obiettivo primario di Peppe Poeta, presentarsi alla Inàpi Arena con tutti gli uomini a disposizione. Ci sarà anche Stefano Tonut, la guardia azzurra che dopo un lungo stop forzato a causa di un'infezione virale, ha riassaggiato il parquet nel successo di Cremona, mettendo ora nel mirino la sfida da ex contro la sua Trieste. «Sto finalmente bene, direi che sono quasi a pieno regime - racconta Tonut -. È stata un'esperienza nuova per me perché non mi era mai capitato in carriera di dover restare fermo ai box per un periodo così prolungato. La differenza rispetto al passato è stata netta, ricordo i tempi di Venezia, quando la schiena mi costrinse a fermarmi, ma in quell'occasione potevo comunque mantenermi attivo, lavorare in palestra e sollecitare il fisico. Stavoltaè stato tutto diverso: mi è stato imposto un riposo assoluto, un blackout totale che mi ha messo alla prova anche mentalmente. Adesso che il peggio è alle spalle, sento solo il bisogno di rimettere minuti nelle gambe. È una questione di tempo: devo ritrovare il ritmo partita, riabituarmi al basket giocato e recuperare quella condizione agonistica ottimale che solo il campo sa darti». Con i rientri simultanei di Tonut, Diop, Nebo e Bolmaro e con Shields regolarmente nei dodici questa sera, Milano si presenta a Torino con un roster profondo. Situazione che Tonut vede come un grande punto di forza, nonostante le complessità tattiche che comporta: «È una situazione nuova, per certi versi strana se guardiamo ai mesi scorsi, ma estremamente positiva. Il coach avrà l'imbarazzo della scelta e ognuno di noi dovrà essere bravo a farsi trovare pronto nel momento in cui sarà chiamato in causa. Siamo in tanti e tutti dovremo dare un contributo di qualità, accettando magari un minutaggio più limitato per il bene collettivo». Il focus si sposta poi sul quarto di finale contro una Trieste imprevedibile, squadra capace di picchi offensivi notevoli ma anche di pericolosi passaggi a vuoto. Tonut, che conosce bene l'ambiente, non abbassa la guardia: «Sono convinto che Trieste possa essere un'avversaria molto ostica. Ha dimostrato di essere una mina vagante: il talento non le manca, come confermano i 70 punti segnati nel primo tempo contro Napoli ma è una squadra che mostra anche cali di concentrazione che dovremo essere bravi a sfruttare». La ricetta per il passaggio in semifinale, passa inevitabilmente dalla metà campo difensiva, vero tallone d'Achille della stagione milanese: «Dovremo restare solidi per tutti i 40 minuti, evitando di far esaltare le loro bocche da fuoco e i tanti tiratori che sanno colpire dall'arco - conclude Stefano -. Sarà necessaria una prestazione concreta, partendo dalla tenuta difensiva. Subire troppi punti è una pecca su cui stiamo lavorando: contro Trieste la parola d'ordine sarà attenzione, specialmente nella transizione difensiva e nel controllo dei rimbalzi».