Parla l'allenatore della Bertram Tortona
Da Tuttosport le parole di coach Fioretti, alla prima esperienza da head coach. Su sponda tortonese, coach Mario Fioretti incassa con sportività gli applausi e i complimenti che arrivano dall'Olimpia e dal collega Poeta. Da ex non gli sarebbe certo dispiaciuto conquistare un trofeo: «Il nostro inizio di partita è stato contraddistinto da grandi difficoltà, senza ritmo e con tanti errori. Ancora una volta però abbiamo mostrato carattere, rimettendo in piedi la partita con due quarti centrali molto solidi in difesa e in attacco. Nel momento topico qualche palla persa con contropiede subito ci ha fatto male così come gli isolamenti di Brooks e Guduric. In generale è stata una Coppa Italia molto positiva». La disamina del capoallenatore bianconero è comunque ricca di spunti positivi: «A parte i primi 7 minuti ce la siamo giocata alla pari. Siamo dispiaciuti, occorre riconoscere il merito a Milano che è stata più solida di noi. Usando una metafora ciclistica, per noi questa Final Eight è stata come fare tre volte il Mortirolo in tre giorni tra Venezia, Virtus e Olimpia. Il lavoro che stiamo facendo d ha portati a competere, la finale ce la siamo giocati faeda a faeda. Purtroppo abbiamo riscontrato una grande difficoltà a muovere la palla in maniera corretta contro una difesa durissima. Mettiamo in conto anche gli errori con qualche tiro aperto che non è entrato in alcuni frangenti. Ora resettiamo tutto, di rituffiamo in campionato ricordando che in LBA nessun avversario regala nulla».