Altra delusione Reyer Venezia
Dal Corriere del Trentino a firma Matteo Sorio, l'impresa dell'Aquila del Taliercio. Dal Besiktas, in Turchia, ci va Trento. Che vive una notte epica, da regina, al Taliercio. Vittoria al supplementare, in una partita strettissima, a incollatura. Una partita che reca il marchio di Jones, 38 punti con 11/18 dal campo, 6 assist e 9 falli subiti, il tutto giocando l'intera seconda metà di gara, quasi, su una gamba sola. Batte la Reyer, Trento, e si regala i quarti di Eurocup facendo sua la lotta a rimbalzo, ch'è una delle chiavi di serata. Non l'unica, perché a scrivere lo storico 90-94 di ieri sono tanti bianconeri, da Jogela che fa l'aspirapolvere sotto i tabelloni a Jakimovski che c'è quando serve, fino allo stesso Steward, che si nasconde a lungo, sbaglia molto ma sa anche trovare alcuni spunti risolutivi, per gli altri, riassunti dai 6 assist. Ecco la festa più bella per l'Aquila, in quella ch'era una partita comunque storica. Perché Trento, già di per sé, non bazzicava gli ottavi di Eurocup dal 2016 in semifinale . Un record europeo luminoso nonché identico a Venezia, quello di vigilia, 11-7, con Trento spesso più sciolta proprio in Eurocup rispetto alla serie A, dove il confronto con la Reyer segna un gap di dieci punti, 28 a 18 per gli orogranata. "C'è una cosa che mi preoccupa: il nostro livello difensivo", le parole di vigilia di Spahija. "Quando iniziamo a pensare troppo perdiamo energia", quelle di Cancellieri. Entrambi, ieri, erano accompagnati dal ricordo del 13 dicembre scorso, 96-90 per Trento in campionato, con predominanza a rimbalzo, ancora una volta, e rimonta da -15. I timori di Spahija si sono materializzati presto, al Taliercio, con l'Aquila ad approcciarla facendo il bello e cattivo tempo nell'area altrui. Ai 18 punti in due di Jones e Jogela, nel 1° quarto, è seguita la scossa data da Wheatle, Tessitori e Candi, con i quali Venezia ha ritrovato intensità e scombinato le certezze ricavate fin lì da Trento. Una Trento dapprima pigra senza palla di fronte alla corsa di Venezia, cui Spahija, a un certo punto, ha chiesto espressamente di spingere. A Cancellieri non è piaciuto vedere certe transizioni, anche perché nell'interesse dell'Aquila c'era il fatto di tenere a bada il ritmo, costringendo la Reyer ad attaccare una difesa schierata. I grandi assenti della prima fetta di gara sono stati Steward di qua, Bowman e Parks di là. E se Bowman si è acceso subito dopo il break, Steward è andato a corrente parecchio alternata. In aggiunta Jones, con il tempo, ha pagato gli sforzi mentre Jogela, il secondo uomo dell'attacco, è incappato in problemi di falli. Questo per dire di un'Aquila che ha dovuto risolvere vari nodi durante la gara. Ma di Trento è piaciuta la capacità di stare lì, assorbire lo sfogo di Wiltjier, trovare le giocate con cui andare oltre l'ostacolo. Al supplementare, i ragazzi di Cancellieri, ci sono andati soprattutto perché hanno attaccato male sui curvoni finali, specie con Steward. Ma non si sono piegati alla fatica, affidandosi a dettagli come uno stoppone di Jogela su Tessitori e a un paio di triple dell'eroico Jones. Cuore e aggiustamenti, con rimbalzi e controllo del ritmo a incorniciare una serata da album di famiglia.