La sala stampa post Nymburk
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. C'è grande orgoglio nelle parole di Francesco Taccetti e Francesco Candussi al termine del match. Trieste perde a Praga, lasciando sul parquet della Kralovka Arena le residue speranze di qualificazione europea ma, grazie a quaranta minuti combattuti, la squadra ritrova quella grinta e quella voglia di lottare che, non più tardi di qualche giorno fa, erano rimaste al PalaBigi di Reggio Emilia. Nonostante l'eliminazione, Patteggiamento visto in Repubblica Ceca segna una netta inversione di tendenza. «Siamo scesi in campo ancora una volta in emergenza -esordisce Candussi -. Nonostante le rotazioni corte, abbiamo giocato una partita assolutamente valida, pagando però quel break nel terzo quarto che ha pesato sul risultato finale». Cosa è successo? «In un momento di stanchezza non siamo riusciti a rientrare in difesa con la necessaria velocità e, in quel frangente, Nymburk è stata cinica nel punirci in transizione. Resta però la reazione d'orgoglio finale e una prestazione che, nell'arco dei 40 minuti, ha mostrato una pallacanestro di buon livello da parte nostra». Anche coach Taccetti preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno: «Gli infortuni fanno parte della stagione e non devono essere un alibi, ma personalmente preferisco sottolineare l'ottimo lavoro svolto dai ragazzi questa sera - le parole di Taccio -. Abbiamo interpretato un buon primo tempo, subendo la loro fiammata nel terzo quarto ma dimostrando una grande forza mentale nel rientrare nel finale, fino ad arrivare a un solo possesso di distanza. Non è andata come speravamo nel punteggio, ma questa capacità di non mollare mai è il segnale che cercavamo».