Milano alla ricerca dell'impresa in Turchia

19 marzo 2026 06:36

A Istanbul per fare il miracolo

Da La Repubblica a cura di Massimo Pisa, il preview della sfida di Eurolega decisiva. La missione impossibile. La trasferta più proibitiva che ci sia. A Istanbul, in casa della capolista d'Eurolega, dei campioni continentali in carica (palla a due domani alle 18.45 su Sky Sport). E poco importa che arrivino da due sconfitte consecutive: prima, i turchi avevano infilato un filotto di nove referti rosa. E pochissimo consta che tre batoste a fila il Fenerbahqe le abbia già incassate: si era ad inizio stagione, quando gerarchie e valori erano di là dal definirsi. Dal dire che anche quest'anno la difesa allestita da coach Jasikevicius è la più tosta del lotto, nelle cifre (gli unici sotto agli 80 punti subiti a partita) e nella sostanza. Più pesanti si annunciano le assenze che stanno piagando gli assetti in riva al Bosforo: gli ex Devon Hall e Nicolò Melli, chimere di mercato - possibile il ritorno dell'esterno, quasi impossibile quello dell'azzurro vicino al rinnovo - ammaccate da menisco rotto e frattura da tress al piede, e poi il veteranissmo De Colo e il lungo Jantunen, tutti pezzi da quintetto o da rotazione vera. Lì, sulle crepe altrui ancora che più che sui propri pregi di squadra ad alta produzione (seconda per percentuale globale da tre punti), dovrà provare a infilarsi l'Armani per strappare il miracolo che la terrebbe agganciata al treno play-off e play-in. Undicesima insieme a Dubai, a una vittoria dal gruppetto ammucchiato tra settimo e decimo posto, l'Olimpia naviga da tempo nel limbo di color che son sospesi mentre la clessidra sta esaurendo la sua sabbia. La sconfitta di Bologna, a 104 punti incassati, ha confermato le fatiche di campionato e i difetti endemici nell'imporre un ritmo e nel fare una partita a un canestro in meno. L'assetto di coppa, con Booker inserito nella rotazione dei lunghi e Mannion escluso da quella degli esterni (dove Tonut sta garantendo minuti consistenti in pressione sulla palla), è quello che dà più garanzie a Peppe Poeta, con più minuti possibili per i soldati di maggio tenuta difensiva (Ellis, Bolmaro, Nebo) e preghiere per la vena realizzativa degli spadaccini provetti (Brooks, l'ex Guduric, Shields, Leday): e quello va cavalcato per sperarci. Per provarci, e non lasciar nulla di intentato. Lontano dal contingente, galoppano nel circuito mediatico ipotesi di orizzonti futuri per campionato e coppa, tutti con Milano e l'Olimpia come ancoraggio. Rientrata nell'alveo dei progetti su carta la riforma del campionato con due conference da dieci squadre ciascuna, continua ad affollare le discussioni degli addetti ai lavori lo spettro di Nba Europe, lo sbarco in Normandia della lega più globale che c'è e le sue possibili implicazioni sul continente dei canestri. Di solido, al momento, c'è nulla. L'interessamento milanista sponda Cardinale pare tramontato, quello interista del fondo Oaktree per una partnership con il gruppo Armani è al momento un allegro gioco di società. Del torneo che verrà (o sarebbe), solo la tassa d'ingresso al momento è nota. Mezzo miliardo di dollari. Per un movimento che, tutto insieme, ne gestisce e distribuisce meno di un sesto per tutti i club. Di che parliamo? 

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