Mancherà sempre Ross, oltre che Moretti e Brooks
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Dopo i successi contro Trento e Tenerife, la Pallacanestro Trieste si prepara ad affrontare, alle 17 sul parquet del PalaRubini, il derby contro la Reyer Venezia. Match carico di significati che vanno ben oltre il campanile. Si affrontano, infatti, due squadre in salute, reduci da successi che hanno dato forza alle rispettive ambizioni. Se Trieste ha mostrato i muscoli superando Trento e confermando di voler blindare quel sesto posto che garantirebbe un posto in Champions League, Venezia ha piegato Udine con una rimonta di carattere che le permette di restare sul terzo gradino del podio a braccetto con l'Olimpia. In casa triestina non ci sarà Colbey Ross, dato per certo a inizio settimana e costretto invece a una ulteriore sosta ai box. Tutto a posto, invece, per Juan Toscano-Anderson che sarà regolarmente della partita. A presentare la sfida il tecnico biancorosso Francesco Taccetti che individua nella consapevolezza acquisita recentemente la chiave per affrontare un avversario del calibro della Reyer. «Giocare diverse partite solide, come abbiamo fatto nell'ultima settimana, aiuta sicuramente la squadra ad avere fiducia - sottolinea Taccetti -. Il segreto è proprio questo, la convinzione ci dà solidità mentale nei momenti difficili della partita. Ci saranno, come sempre in tutte le partite e anche contro Venezia sarà così. In quei momenti dovremo fare forza sulla fiducia che stiamo costruendo». L'ostacolo, però, è di quelli altissimi. La formazione di Spahjia arriva a Trieste con un potenziale offensivo che incute timore e richiede una prova di grande consapevolezza. «Sicuramente quello orogranata è uno dei migliori attacchi del campionato - continua il coach non solo per punti segnati ma anche per efficienza offensiva. Ha vari terminali, giocatori che possono impattare la partita in pochi secondi, come Wiltjer o Parks, che è in un momento di grande fiducia, così come i loro esterni: Cole, Bowman e Valentine. In partita dovremo essere molto attenti dal punto di vista difensivo, controllare le loro situazioni principali e, allo stesso tempo, attaccare quelli che sono i target che abbiamo individuato per questa partita». Oltre alla tattica, c'è però un fattore umano e di spogliatoio che sta spingendo Trieste verso l'alto. La squadra sembra aver trovato la propria anima nelle difficoltà, cementando un'identità che ora si traduce in risultati. «L'energia è sicuramente positiva - conclude l'allenatore biancorosso -. La squadra si è compattata nel lavoro nei momenti di difficoltà, penso agli infortuni e anche alla partita persa a Reggio Emilia, che è stata una serata molto complicata. Questo compattarsi, crederci e continuare a lavorare ha portato buoni risultati e quindi anche un'energia molto positiva. L'impatto di Josh Barman lo abbiamo visto tutti: quello che può dare alla squadra, quello che ha fatto contro Tenerife. È un impatto che si sente anche nello spogliatoio perché è un ragazzo che porta la sua presenza sotto tutti gli aspetti e siamo felici di averlo con noi».