L'Olimpia Milano si prende un brodino di coppa

27 marzo 2026 07:18

Battuta la Virtus con un ottimo Leday

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della sfida di coppa. La buona notizia per Milano è che sale 3-2 negli scontri diretti stagionali difendendo il fattore campo, la buona notizia per Bologna è che se ci si ritroverà ai playoff sarà con ogni probabilità lei ad avere il fattore campo. Il derby d'Italia di Eurolega, diffìcile da scaldare praticamente senza più ambizioni europee, se lo prende l'Olimpia: non ha senso in questo momento guardare la classifica di coppa, ma almeno l'EA7 si toglie dalla bocca quel sapore di sipario sulla rincorsa play-in che avevano lasciato le ultime sconfìtte. Lo fa godendosi, oltre al 5/7 da tre di LeDay, anche il massimo in carriera in Eurolega di Quinn Ellis, 18 punti, con 7 assist: per una volta Poeta tiene sempre in campo almeno uno tra lui e Mannion. Contro squadre che mettono pressione a tutto campo e hanno fisicità come la Virtus, avevo bisogno delle gambe fresche di Nico alla quarta partita in otto giorni - dice il coach Olimpia -. Una chiave con la Virtus è passarsi la palla e fare tiri in equilibrio, nelle sconfìtte abbiamo subito tanti punti in contropiede che poi li hanno accesi. Coinvolgendo tutti, coi 26 assist, e difendendo tutti, abbiamo continuato a giocare anche quando eravamo avanti in doppia cifra, ed era qualcosa su cui sapevamo di dover migliorare. Riportiamo al 50% il bilancio vittorie-sconfìtte, al momento non è abbastanza». Segnale Lasciati gli spigoli a casa, in trasferta è un'altra Virtus, molto più morbida e meno ruvida rispetto anche solo a dieci giorni fa in campionato in emergenza: dare un segnale all'avversaria di sempre di questa era del nostro basket cancella l'alibi della mancanza di motivazioni di classifica in coppa. Per Bologna, alla nona sconfìtta nelle ultime 11 partite europee, solo 9'49" in campo per Edwards, capocannoniere di Eurolega uscente, di cui zero dopo il riposo: «È stata una mia decisione taglia corto a fine partita coach Dusko Ivanovic, sgombrando il campo da questioni fìsiche -. Milano ha giocato molto meglio di noi, soprattutto più veloce. Abbiamo perso la partita nelle situazioni di uno contro uno, la responsabilità è nostra e della nostra difesa». Senza Flaccadori e Dunston da una parte e l'uomo mercato Pajola dall'altra, ma anche con Vildoza e Hackett solo a mezzo servizio, il messaggio in chiave corsa scudetto - tra le due favorite nei pronostici, nel blasone e nel budget - è più nella testa che nei valori del campo, che in campionato saranno per forza diversi con meno stranieri impiegabili, soprattutto per Milano. Senso unico Con l'Olimpia capace di incanalare la serata subito con un primo quarto da 9/12 al tiro con 5/6 da tre e 8 falli subiti (34-19 all'll), l'unico momento in cui la Virtus è stata davvero in partita si è materializzato quando prima del riposo ha saputo risalire iniziando il secondo quarto con 8/10 al tiro e 10 punti di Alston, rientrando 47-43 al 16' anche con un bel Diouf, a cui si aggiungerà poi solo qualche lampo di Niang. Una fiammata, gelata dal paio di spallate milanesi abbastanza indisturbate: un 10-0 a cavallo del riposo per il 64-59 al 22' e un 11-0 tra gli ultimi due quarti per 187-66 al 32'. Il resto è buono soprattutto per il ritorno in campo di Nate Sestina a quattro mesi e mezzo dall'ultima apparizione, con tanto di tripla: prima di farsi male era 1/11. Ci si rivede ai playoff, probabilmente. 

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