La massima competizione continentale va avanti per la sua strada
Da QS a cura di Alessandro Luigi Maggi, la conferma per il prossimo anno del format europeo. Il panorama del basket europeo prende forma, il progetto RedBird-Varese rischia di restare al palo, nonostante la comparsala di Giorgio Furlani a Masnago nel match con Sassari. Il primo segnale arriva dal Board di EuroLeague che, ieri, ha confermato la continuità del modelloattualedella massima competizione continentale: 20 squadre e 38 partite di regular season anche nel 2026-27, con la sola novità di un possibile avvio anticipato di una-due settimane (da accordare il tutto con la Supercoppa, che potrebbe giocarsi ancora al Forum). Una scelta che va ben oltre il semplice calendario, perché certifica la volontà della lega di difendere la propria struttura nel momento in cui, attorno al basket europeo, continuano a muoversi interessi, progetti alternativi e possibili scenari di ridefinizione degli equilibri. È un messaggio che inevitabilmente mette in secondo piano, almeno per ora, il progetto Nba Europe. Se la massima competizione continentale conferma il proprio impianto, con club come Reai Madrid, Barcellona e Fenerbahce che restano dentro il perimetro dell'EuroLeague, diventa più complicato immaginare nel breve periodo uno spostamento di asse immediato verso una nuova competizione. Non significa che i contatti si fermino: il progetto Nba resta sul tavolo, anche perchè il via è sempre stato ipotizzato tra 2027 e il 2028, e la tassa d'ingresso da 500 milioni di dollari si è trasformata ben presto in un'offerta libera. Tuttavia, la decisione del Board rafforza l'idea che, oggi, il baricentro del basket europeo resti ancora saldamente nelle mani di EuroLeague. E in questo quadro finisce inevitabilmente per perdere centralità anche il tema della partnership tra RedBird e Varese, che si collocava dentro una prospettiva di possibile ridefinizione più ampia del panorama continentale. La continuità scelta da EuroLeague rafforza invece la posizione di Olimpia Milano, che da tempo spingeva per uno scenario diverso da una rottura frontale, come club e come Gruppo Armani: non una nuova lega alternativa, ma al massimo una partnership tra Nba ed EuroLeague. La conferma del format va quindi letta anche come un passaggio favorevole alla linea biancorossa, in una fase in cui restano invece fermi ai colloqui primari i discorsi relativi alla possibile cessione del 30% delle quote di Olimpia Milano a Oaktree. Sul piano generale, la lega sceglie insomma la stabilità, rinunciando almeno per il momento all'ipotesi di un'espansione ulteriore o di una riforma radicale, come quella di due conference che era stata evocata in passato. Alcuni club avevano chiesto la creazione di due gironi da 10 squadre, ma il taglio netto delle gare di regular season, da 38 a 28, non ha raccolto il consenso della maggioranza. Resta aperto il tema della composizione definitiva delle 20 partecipanti. Il quadro delle licenze offre una base già chiara, tra club con accordi pluriennali (Olimpia Milano, che potrebbe anche ottenere una franchigia perpetua), quinquennali e triennali, ma non tutti i dossier sono chiusi. Intanto l'Olimpia prosegue per la sua strada, ulteriormente rafforzata a livello politico, mentre sul mercato Quinn Ellis ha deciso: nella prossima stagione giocherà in Ncaa a St.John's, per poi tornare in biancorosso dopo le March Madness 2027.