Il n.1 di Eurolega frena gli entusiasmi
Riusciranno NBA ed EuroLeague a trovare un’intesa? È questo l’interrogativo che domina il panorama cestistico europeo negli ultimi mesi, mentre le trattative tra le due realtà entrano in una fase cruciale e ricca di sfumature.
Da una parte, la lega americana prosegue spedita nello sviluppo del progetto NBA Europe insieme alla FIBA, ma al tempo stesso mantiene aperto il dialogo con EuroLeague per valutare la possibilità di evitare la nascita di due competizioni rivali. Adam Silver, commissioner NBA, ha recentemente confermato che sono in corso discussioni, menzionando sia l’ipotesi di una fusione sia quella di un ingresso diretto dell’NBA nel capitale di EuroLeague. Tuttavia, Chus Bueno, CEO della massima competizione europea, ha precisato a The Athletic che finora non sono arrivate proposte ufficiali.
«Ad oggi non abbiamo ricevuto nulla dall’NBA su come potrebbe essere strutturata una potenziale partnership o collaborazione», ha dichiarato Bueno, sottolineando anche la presenza di accordi di riservatezza tra le parti. «Se dovesse arrivare un’offerta o una proposta concreta dall’NBA, la valuteremmo attentamente e, se opportuno, la presenteremmo ai nostri proprietari. Più in generale, siamo sempre aperti a esplorare collaborazioni con l’NBA o con qualsiasi altra realtà che possa contribuire alla crescita dell’EuroLeague e del basket europeo».
Uno dei nodi principali riguarda la coesistenza tra NBA Europe e l’attuale EuroLeague. Silver ha già espresso l’intenzione dell’NBA di mantenere il controllo operativo su qualsiasi torneo a cui dovesse partecipare. Nessuna delle due organizzazioni, però, considera imprescindibile il raggiungimento di un accordo.
Nonostante ciò, Bueno continua a vedere nella collaborazione la soluzione più proficua: «Abbiamo entrambi dichiarato pubblicamente di credere che collaborare sia il modo migliore per far crescere il basket in Europa. Credo ci sia una comprensione condivisa del fatto che l’ecosistema europeo possa creare più valore lavorando insieme, piuttosto che frammentando il mercato».
La tempistica, intanto, si fa sempre più serrata. L’NBA punta a lanciare già dal prossimo autunno una versione iniziale della sua competizione europea, che dovrebbe coinvolgere 16 squadre, di cui 12 a carattere permanente, tra club già noti e nuove realtà legate anche a importanti brand calcistici del continente.
Tra le città considerate strategiche figurano Londra, Parigi e Berlino, mentre proprietà riconducibili ad AC Milan, Real Madrid e Paris Saint-Germain avrebbero già manifestato interesse. Silver ha ribadito la volontà dell’NBA di accelerare i tempi:
«A seconda di dove saremo con EuroLeague, penso sia importante introdurre competizione sul mercato già dalla prossima estate. Il prodotto iniziale che vedrete tra un anno probabilmente sarà diverso da quello che avremo quando tutte le squadre saranno riunite e la lega sarà pienamente operativa. Vogliamo cominciare».
Nel frattempo, anche EuroLeague porta avanti il proprio percorso di espansione e trasformazione, con l’obiettivo di adottare un sistema di franchigie permanenti e raggiungere quota 24 squadre.
Tra le candidate figura anche Napoli, che ha annunciato di aver ricevuto l’approvazione come futura franchigia.
Bueno ha inoltre svelato che EuroLeague ha raccolto offerte vincolanti da nuovi potenziali club per un valore complessivo di circa 800 milioni di euro: tutte le proposte saranno sottoposte al vaglio dei proprietari il prossimo 6 ottobre.
Il dialogo con l’NBA, dunque, prosegue senza rallentare i piani indipendenti di EuroLeague. «Per ora il nostro piano di franchigie ed espansione procede parallelamente al dialogo con l’NBA. Non siamo ancora nella fase in cui dobbiamo stabilire come i nostri programmi possano interagire con una possibile collaborazione», ha spiegato Bueno.
Poi, l’apertura a nuovi scenari: «Ma, ancora una volta, dico: perché no? Se esiste un interesse reale nel trovare una strada per lavorare insieme, dobbiamo sempre essere aperti a esplorare ciò che è possibile».