Parte da sfavorita, ma...
La Virtus Bologna si appresta a vivere una stagione di EuroLeague che si preannuncia ricca di sfide e ben diversa rispetto alle ambizioni delle corazzate del torneo.
Il debutto europeo è fissato per venerdì, quando le V Nere affronteranno il Fenerbahce, formazione costruita per puntare alla Final Four. La squadra bolognese, invece, parte da posizioni decisamente più defilate, come sottolinea Walter Fuochi su La Repubblica:
«Quasi tutti i pronostici la danno all'ultimo posto, venerdì primo test con il Fenerbahce Nel giochino in gran voga sul web di mettere in fila alla partenza le venti squadre d'Eurolega, la Virtus staziona fìssa agli ultimi posti. Spesso proprio all'ultimo. Non serve offendersi, gli esercizi di realismo della critica guardano all'oggi e non al domani e in più si conformano alle parallele graduatorie dei budget».
A dominare il dibattito è il crescente divario economico tra le società. Club come Panathinaikos e le altre big possono infatti contare su investimenti e profondità di roster ormai irraggiungibili per le realtà di fascia media o bassa.
«Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. La classifica dei budget sarà definita dopo i ritocchi finali di mercato, quella del gioco ricalcherà quel solco. L'umore collettivo di chi osservava la Supercoppa annotava una prevalenza della quantità, anche oltre la qualità. In sintesi, a squadre costruite come concentrati di forza e classe siamo abituati da anni, e in un tempo lontano e felice le vedevamo anche qui: la stessa Kinder 2001 resta forse l'insieme più bello e robusto mai assemblato in Italia. La novità dirompente sono queste rose di 16-17-18 titolari dei club maggiori. Gente che nelle big va in tribuna andrebbe nelle ultime in quintetto».
Per la Virtus, dunque, questa EuroLeague rappresenterà soprattutto un banco di prova per valutare la crescita e l’identità di una squadra profondamente rinnovata in estate. Il gruppo guidato da Alex Mumbrù dovrà rapidamente misurarsi con avversari che possono contare su risorse ben più consistenti, cercando di trovare un proprio equilibrio e una propria dimensione.
«In questo contesto di selezione spietata, drogato pure dal passaggio storico di doversi mostrare più sani e più belli per la chiamata Nba, la Virtus solcherà la sua Eurolega facendo le prove del nove. Nove come i suoi pezzi nuovi e nove come gli stranieri che potrà usare insieme. Navigherà per crescere e calibrare assetti e stili di gioco più che per inseguire traguardi lontani. Disegnerà nelle sfilate dell'autunno-invemo di coppa gli abiti per assaltare in primavera i tornei in patria, nel formato d'obbligo a sei italiani. Invocherà pazienza, virtù più facile da promettere che da mantenere, soprattutto se dovrà impilare sconfitte. Aspetterà esordienti che sono altrettante scommesse, verificando quante ne avrà vinte su un mercato inibito a ogni scialo, da un budget che l'unisce in fascia bassa a Parigi, Asvel, Baskonia».
L’obiettivo primario sarà quindi sfruttare il cammino europeo per accelerare la crescita di un roster che conta ben nove nuovi innesti, preparandosi nel contempo agli appuntamenti chiave della stagione italiana. Nelle ultime quattro partecipazioni in EuroLeague, la Virtus ha raccolto un 14° posto, un nono e due decimi posti: risultati che testimoniano una costante presenza nella parte bassa della classifica, ma che ora lasciano spazio alla curiosità di scoprire fin dove potrà spingersi il nuovo progetto tecnico targato Mumbrù.