Durissimo in sala stampa il coach Olimpia
All’indomani della pesante sconfitta subita dall’Olimpia Milano contro il Real Madrid, coach Peppe Poeta non fa nulla per celare la sua amarezza, soffermandosi soprattutto sull’atteggiamento mostrato da alcuni elementi della squadra biancorossa.
In conferenza stampa, il tecnico dell’Olimpia è stato netto: «Non c'è tanto da dire. Se non ci metti il cuore, non puoi giocare a basket. Non lo abbiamo messo abbastanza. Anzi, qualcuno ce lo ha messo. Non tutti. E non c'è tanto da dire sulla gara. Se non metti il cuore parliamo di niente. Possiamo parlare degli errori, ma il problema principale è che alcuni dei ragazzi nella squadra non stanno mettendo il cuore».
Tra i nodi affrontati da Poeta, spiccano le difficoltà di Alec Peters e la scelta di affidarsi a Pippo Ricci, una mossa invocata a gran voce anche dal pubblico dell’Unipol Forum.
Il coach ha motivato così la sua decisione: «Mah, era semplicemente un qualcosa per dare la scossa alla squadra. Devo dare per forza determinante gerarchie dovute a uno status di EuroLeague che è chiaro. Se devo fare giocare meno di 14 minuti Alec Peters, abbiamo un grosso problema. Ricci ci mette il cuore, lo ringraziamo. Ma ci sono delle gerarchie, dei valori chiavi che uno deve provare a recuperare. Peters sta facendo fatica. E basta».
Rispondendo alle sollecitazioni provenienti dagli spalti, che chiedevano l’ingresso di Ricci al posto dell’ex Olympiacos, Poeta ha chiarito: «Capisco. È coinciso con Peters che ha fatto due errori di fila. Eravamo sotto di 20. E l'ho fatto. Era una roba di disperazione. Non l'avrei messo se Peters non avesse fatto un altro errore difensivo. Lo ha fatto. E ho messo Pippo».
L’allenatore ha poi analizzato le problematiche tecniche e offensive che affliggono la squadra, evidenziando le difficoltà degli esterni e i blackout che hanno compromesso la gara: «Abbiamo dei problemi tecnici evidenti. Stiamo facendo fatica a creare gioco. Thompson è in difficoltà, Cole è un rookie. Quello può scoraggiarti e fare perdere unita d'intenti anche in difesa. Abbiamo approcciato nel modo giusto la partita. Eravamo 25-21 per noi dopo 10'. Sono dei blackout durante le partite che onestamente sono un misto di difesa e attacco. Ci disuniamo, diventiamo frustrati e smettiamo di difendere».
Alla domanda su quali strategie adottare per invertire la rotta, Poeta si è mostrato determinato: «L'unica cosa che posso fare è quello che sto facendo. Metterci la faccia, dare il massimo e provare con tutte le armi che ho ad accendere qualcosa».
Quando gli è stato chiesto come restituire alla squadra lo spirito e la mentalità necessari per competere in EuroLeague, il coach ha sottolineato l’importanza delle responsabilità individuali, indicando anche chi, in questo momento, rappresenta un esempio positivo:
«Io c'è la metto tutta. Dando segnali, e quelle che sono le mie armi. Abbiamo dei giocatori che alternano buone prestazioni a partite dove fanno no show. Io mi prendo le mie responsabilità, ognuno deve prendersela. Mancanza di leadership? Hall è il nostro leader. Leandro uguale. Sono due carismatici. Ci stanno mettendo faccia e cuore. Gli altri devono seguirli. Il primo problema oggi è metterci il cuore e stare tutti sulla stessa pagina. Non possiamo fare un secondo quarto da 15-32».
Il calendario di EuroLeague impone ritmi serrati e non lascia spazio a lunghe riflessioni: giovedì è già tempo di tornare in campo, e Poeta si aspetta una reazione immediata, soprattutto sul piano dell’atteggiamento: «Il calendario è questo, non ci possiamo fare niente. Serve reagire tra le partite. Spero l'avremo giovedì. Bisogna partire da quello che ci mettiamo nei 40 minuti. Non bisogna frustrarsi, metterci l'anima e combattere su ogni pallone».