“90 anni di storie e di passione”: la mostra per i 90 anni dell'Olimpia Milano

09 gennaio 2026 19:57

Allo Scalo-Milano Hub outlet & more.

Le prime canotte ad accoglierti sono la 7 di Gianfranco Pieri e la 6 di Gabriele Vianello, Simmenthal, ovviamente. La prima Coppa Campioni (1966) ti guarda poco più avanti. Ma ci sono altre canotte a riportare la memoria indietro nel tempo per celebrare il compleanno dell’Olimpia Milano. La n. 5 (rarità) di Mike D’Antoni per esempio, o la giacca della tuta insanguinata di Arturo Kenney, fino a quelle degli eroi più recenti, passando per Antonello Riva per finire con Kyle Hines. Fanno parte della collezione straordinaria di Bruno Alberti, che ci dice orgoglioso di averne 300, sottolineando un po’ afflitto perché: «Manca soltanto il Borletti». È una parte della mostra “90 anni di storie e di passione”, inaugurata oggi pomeriggio allo Scalo-Milano Hub outlet & more, nella ricorrenza della fondazione del leggendario club più vincente nel basket italiano. Ci sono poi altri cimeli, come il campanaccio consegnato per lo scudetto del 1957 e la targa di capocannoniere che venne consegnata a Sergio Stefanini nel 1954. E tanti trofei, tutte le Coppe dei campioni. Video epici, come quello legato alla sconfitta contro l’Aris Salonicco di Nikos Galis nel 1987, 31 punti rimontati al ritorno.
Inaugurazione celebrata da un talk show a tratti commovente con Dino Meneghin e Gigi Datome e la partecipazione straordinaria di coach Dan Peterson, arrivato dopo la presentazione del documentario a lui dedicato  “Dan Peterson per sempre numero uno”, per raccontarci la grandezza di super Dino attraverso un aneddoto emblematico, legato all’arrivo possibile di Joe Barry Carroll, stella Nba da 24 punti di media, ma centro più alto e più giovane di Meneghin, 34 enne. Con Dino (“il mio uomo franchigia”) che gli rispose: «Non preoccuparti a me interessa che la squadra vinca, prendi Carroll, io mi adeguerò». Stagione di grazia 1984/1985, La Simac dominante come mai in campionato e trionfante in Korac. Con Meneghin esemplare nel lasciare spazio e adattarsi a giocare da secondo lungo all’occorrenza. «Lo spirito delle Scarpette Rosse», ricorda Dino. Quello che pervade la sala. E proseguirà a farlo nei prossimi giorni con appuntamenti: domani, 10 gennaio il Meet & Greet con Shields, Flaccadori, Brooks, LeDay, Ellis e la mascotte Fiero; il 14 gennaio con Racconti di Olimpia Milano (di Giuseppe Pastore), giovedì 15 con Meet the Legends, presente Bruno Cerella e ospiti speciali e venerdì 16 gennaio con Jeantoneria podcast live, presente Dan Peterson. Perché la storia sportiva, come quella dell’umanità va ricordata, studiata e mandata a memoria, per capire il presente e preparare il futuro. E non basta citare i tanti trofei dell’Olimpia, 55 tra cui 31 scudetti, che già ne dipingono la grandezza.
   
Piero Guerrini

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