Americano che ha dato una svolta a Varese.
Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. Varese sarà casa anche il prossimo anno, magari con l'attuale fidanzata che potrebbe diventare presto moglie? Carlos Stewart è un americano atipico nel suo guardare avanti verso la stagione ventura vedendosi ancora in maglia biancorossa. «È rarissimo trovare uno straniero che ragiona in questi termini» è la percezione di chi è a contatto quotidiano con l'esterno della Louisiana. Evidentemente qui si trova alla perfezione sul campo e fuori: qualche giorno prima di Natale è arrivata in città la sua compagna, con la quale condividerà l'appartamento a Masnago almeno fino a fine marzo. «Amo il basket, amo la squadra e la città di Varese e amo questa vita che mi permette di praticare a livello professionistico lo sport del quale sono appassionato - racconta il giocatore -. Sia io che l'OJM abbiamo tratto benefici reciproci da questo rapporto dopo la prima esperienza non positiva ad Amburgo. Qui sto benissimo dentro e fuori dal campo». Carlos è tipo da casa e palestra («Per ora di Varese non ho visto quasi nulla»), che parla poco ma in campo ha atteggiamento sempre positivo, e cerca di fare tesoro delle "lavate di capo" di Kastritis. «Cerco di mettere sempre il massimo entusiasmo in quello che faccio: considero un privilegio e una grande esperienza la possibilità di giocare a basket in un paese e un'atmosfera diversa rispetto a casa. Cosa c'è di meglio che giocare ad alto livello davanti a tifosi che ti danno una carica fortissima?». D'altra parte la situazione del suo contratto 1+1 prevede la conferma automatica se l'OJM si qualificherà per una competizione europea, pur con uscite a pagamento per l'Eurolega con importo differente (50 o 100mila euro) a seconda se i biancorossi disputeranno FIBA Cup o BCL. Certo i 34 punti segnati qualche settimana fa a Treviso lo hanno messo sulle mappe di diversi scout: Stewart sarebbe uno dei giocatori seguiti in ottica futura dalla Virtus Bologna. Da qui a tramutarsi in un'offerta concreta ce ne passa parecchio; ma se il primo a parlare di futuro biancorosso è il giocatore (e la sua agenzia), allora a poco a poco Carlos imparerà anche a conoscere gli aspetti extra-basket di una città nel cui cuore ha fatto breccia in tempi rapidi.