La NBA Europe pressa ma c'è una tradizione da salvare
Da La Provincia di Cremona a cura di Fabrizio Barbieri, la situazione in casa Vanoli alla luce delle ultime notizie sulla NBA Europe. Sta per finire tutto? È la domanda che da ore rimbalza con insistenza tra i tifosi, negli ambienti della pallacanestro e in una città che da trent'anni ha imparato a riconoscersi nella Vanoli. Cremona rischia seriamente di perdere la Serie A e, con essa, un patr imonio sportivo costruito con p az ienz a, passione e compet enza. Un patrimonio che non ap p art iene solo a una p r op r iet à , ma a un intero territorio che dal 1996, dagli albori di Soresina, ha accompagnato passo dopo passo la crescita di quella che oggi è conosciuta come Guerino Vanoli Basket Cremona. Un percorso iniziato in punta di piedi, passato attraverso stagioni difficili, promozioni, ripartenze e infine consolidatosi nel grande basket sotto la guida di Secondo Triboldi prima e di Aldo Vanoli poi. Anni e anni di Serie A, con salvezze conquistate spesso contro pronostico, con playoff raggiunti, una Coppa Italia vinta e con giocatori lanciati e valorizzati, con un'ident it à precisa che ha reso Cremona una realtà rispettata in tutta Italia. Sedici stagioni disputate in Serie A negli ultimi diciassette anni non sono un dettaglio statistico: sono la fotografia di un progetto solido, virtuoso, capace di competere stabilmente con società che possono contare su budget e bacini d'utenza ben superiori. Eppure oggi tutto questo rischia di essere messo in discussione. Le voci di una possibile cessione del diritto sportivo e di un trasferimento della Serie A a Roma si sono fatte sempre più insistenti. Non si tratta più di semplici indiscrezioni di corridoio, ma di una trattativa che, pur non ancora chiusa, viene confermata nella sua esistenza. Dietro alla possibile operazione ci sarebbe una cordata americana guidata da Donnie Nelson, 63 anni, ex general manager dei Dallas Mavericks, dirigente che ha segnato un'epoca in Nbaechehaavutoun ruolo chiave nella scoperta e nello sviluppo di Dirk Nowitzki. L'obiettivo del gruppo è chiaro: riportare Roma nel massimo campionato, dopo il ritiro della Virtus Roma del 9 dicembre 2020, e costruire una nuova realtà di alto profilo, con lo sguardo rivolto anche alla nascente Nba Europe, progetto che, secondo i piani del commissioner Adam Silver, dovrebbe prendere il via nel settembre 2027 coinvolgendo alcune grandi città del continente, tra cui Milano e appunto Roma. Di fatto il business che calpesta lo sport. Le conferme di un precontratto per l'acquisizione del diritto sportivo di Cremona hanno fatto rapidamente il giro del mondo, arrivando fino negli Stati Uniti e trovando spazio anche sulle pagine di The Athletic, prestigiosa rivista sportiva del New York Times. Tra i soci figurerebbe anche Luka Doncic, stella dei Los Angeles Lakers e legato a Nelson da un rapporto personale e professionale consolidato. Un nome che da solo basta a dare la misura dell'am bizione del progetto romano, che avrebbe nel PalaEur, impianto da circa 13.500 posti, la possibile casa del nuovo corso. Una struttura che in passato ha già ospitato grandi eventi e che potrebbe tornare a essere un punto di riferimento per il basket italiano. Il tutto però in una città dove la pallacanestro ha un peso specifico marginale e dove Lazio e Roma di calcio fagocitano praticamente ogni tifoso lasciando solamente le briciole agli altri sport. Era così anche nei migliori anni della Virtus Roma che giocava in un Pala- Tiziano (3.500 posti) quasi des er t o. Tutto questo però ha una conseguenza diretta e pesantissima: Cremona rischia di perdere la Serie A. Non per demeriti sportivi, anzi, ma per una scelta di natura economica e strategica. Ed è proprio questo l'aspetto che fa più male a una piazza che anno dopo anno ha dimostrato di meritare il massimo palcoscenico. Una città che ha risposto con passione, che ha riempito il PalaRadi, che si è riconosciuta in una squadra capace di lottare, soffrire e sorprendere. Nella giornata di ieri è arrivato il comunicato ufficiale della società, che riportiamo integralmente: "In merito a quanto riportato da diverse testate sportive nella mattinata di oggi, il presidente Aldo Vanoli intende precisare: che nel corso dell'ultimo anno sono stati molteplici gli interessamenti e ricorrenti i contatti volti al potenziale acquisto del Club Guerino Vanoli Basket. La proprietà non nega l'es istenza di riflessioni e interlocuzioni a riguardo, ma al tempo stesso ribadisce di non aver ancora raggiunto alcun accordo definitivo. La società è e rimane pienamente concentrata sulla parte sportiva e non intende in alcun modo farsi condizionare o destabilizzare da quanto viene riportato dai media e dalle testate giornalistiche. Il campionato 2025/26 di Serie A è ancora lontano dalla chiusura: pertanto, la Vanoli Basket Cremona è determinata e concentrata a portare a termine la corrente stagione, raggiungendo gli obiettivi sportivi dichiarati ad inizio anno col miglior piazzamento possibile. A conferma degli sforzi e dell'imp egno della proprietà nel sostenere la squadra, impegnata con profitto nella conquista dell'ennesima salvezza e con la possibilità - alla portata - di raggiungere i playoff al termine di una stagione regolare finora ricca di soddisfazioni, nella giornata è stato annunciato l'ingaggio di un nuovo atleta, che si metterà a disposizione di coach Pierluigi Brotto fino al termine della stagione. Gli obiettivi che anche quest'anno la Vanoli Basket è vicina a raggiungere sul campo, rappresentano l'e nnesima impresa di una società sana e virtuosa, ancora una volta capace di competere alla pari con realtà che possono contare su budget e bacini d'utenza decisamente superiori. La Vanoli Basket sta disputando infatti la sua sedicesima stagione in Serie A negli ultimi diciassette anni, a conferma della solidità del progetto sportivo, la cui sostenibilità è un tema centrale per tutto il basket italiano. In quest'ottica, la proprietà del Club sta valutando con attenzione ogni opportunità in grado di garantire un futuro sostenibile alla sua giovane, ma a suo modo gloriosa, matricola feder ale" . Parole che certificano un passaggio delicatissimo. Perché se da un lato si parla di tutelare la matricola federale, dall'altro resta aperto il grande tema: il futuro della città e della sua squadra. Salvare una matricola non significa automaticamente salvare un'identità, una storia, un legame costruito in decenni di pallacanes t r o. Il discorso è parzialmente diverso per il settore giovanile. Esiste una società parallela, la Vanoli Young, che potrebbe proseguire autonomamente la propria attività anche in caso di addio della prima squadra. Tuttavia, senza una società di Serie A come traino, il rischio concreto è quello di perdere i campionati di Eccellenza. Perché il vertice e la base sono vasi comunicanti: la prima squadra genera entusiasmo, visibilità, prospettive. Senza di essa, anche il lavoro sul territorio rischia di indebolirsi. Il basket moderno vive sempre più di logiche globali, investimenti e progetti sovranazionali. Ma ogni scelta ha un costo. E il costo, questa volta, potrebbe essere la perdita di una realtà che ha dato tanto al movimento italiano. Cremona non chiede miracoli, non sogna palcoscenici irraggiungibili. Chiede semplicemente di continuare a esistere nel basket che conta, come ha fatto con dignità e competenza per vent'a n n i. Sta per finire tutto? Forse. Ma il rischio è reale. Ed è un rischio che interroga non solo una proprietà, ma un intero sistema. Perché se il basket è davvero fatto di valori, appartenenza e territorio, allora la storia di Cremona merita di essere difesa.