Solo un passo indietro per la Virtus
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi, il recap della sfida di coppa. Gabbata all'andata da personaggi ai tempi in cerca d'autore, la legge del più forte stavolta non deroga. Traballa però fino a 3' dalla fine (77-77), poi in quel tratto diventa inclusiva di tutto: limiti della Virtus, meriti, soprattutto balistici, del Reai (7 triple negli 11' finali), e vi allega in più un'analoga densità di fischiate estreme, un paio pure inedite, orientate in un senso prevalente. La vittoria premia eroi eterni: il totem Tavares (5 stoppate), che in area frantuma tutti (Niang più di tutti), il ciclomotore Campazzo, l'obice Hezonja (6/10), l'infinito Llull, non solo a tirare, ma anche a braccare l'indomabile Edwards. La Virtus ha tanto di meno, ma prova a sfruttarlo, cedendo solo in retta d'arrivo: dal 77-77 a 3'20" schizzano via gli altri e non resta dunque che covare il pensiero che Napoli domani sia più centrale di Madrid ieri. Si incarta e si porta a casa, il Reai resta al tavolo del poker di testa. Tutto secondo copione, ma con forti svolte di trama. Per un pezzo la Vu ne ha uno solo che fa gol (Edwards, chiuderà con 32 punti, 13/24, 6 triple), e uno solo che fa regia (Vildoza, rifiutando orgogliosamente di avviarsi al martirio e anzi unendo ai 5 assist un 6/10). Tutti gli altri a non farsi intimidire da talento, carisma e stazza altrui. Chi più (Diarra, Alston), chi meno (Niang, Morgan), chi a strappi, come Smailagic, che acchiappa 11 rimbalzi, ma ne perde due letali. Pazienza, per la classifica giocava solo Scariolo. A testa alta, di nuovo, la Virtus, trovandosi persino a maledire le occasioni perdute. Coi 10 punti di Edwards nei primi 5', la Virtus comanda il primo quarto. Issata sul +7, attraversa però 6' al buio e, preso un 2-17, si trova sotto di 8. Ricuce ancora Boogie: 7 di fila. E c'è un -6 al tè, siglato da una tabellata da metà campo di Campazzo. Edwards ne ha 22, più di metà del fatturato totale. Il quintetto se l'è giocata alla pari, la panchina ha aggiunto fuffa. Andrà meglio dopo. Ripresa. Subito un -11 di sinistri presagi, poi l'arcobaleno. Si resta in partita, fino al 61-61, prima di un'altra stangata alla sirena: stavolta Deck. Edwards e Vildoza sorpassano in avvio d'ultima frazione (67-64, poi 72-69 a 7'). Il Reai la raddrizza con le triple. Sul 77-77, Hezonja e Campazzo. Amen. 92-84.