Erick Green: «A Milano sarà battaglia!»

07 marzo 2026 07:24

Carica il derby la guardia canturina

Dal Giornale di Cantù una sfida che non può mai essere come le altre. A pochi giorni dal derby con Milano, ecco cosa ha detto Erick Green, protagonista della stagione dell'Acqua S.Bernardo. Tra i migliori sin qui, i biancoblù si affideranno a lui per tentare il colpaccio in casa dell'Olimp ia. Come è andata la sosta? «È stata utile: abbiamo avuto, per qualche giorno, la possibilità di fermarci un attimo, recuperare fisicamente e rilassarci dal punto di vista mentale. Io ne ho approfittato per tornare a casa e passare del tempo in famiglia". Rischia di aver rotto un po' il ritmo? «L'aver vinto contro Trento ha aiutato a viverla nel modo giusto e con più tranquillità, dandoci l'opportunità di recuperare con più serenità e di rimetterci poi al lavoro per preparare al meglio la partita contro Milano, con energia. Sappiamo che è importante, così come lo saranno tutte le prossime» . La vittoria contro Trento vi dà fiducia? «Forse è stata la miglior partita dell'anno per noi, abbiamo tenuto la partita in mano e vinto con margine. È stata la prova che se ascoltiamo il coach e giochiamo di squadra possiamo raggiungere il nostro obiettivo». All'andata quella con Milano era stata la tua prima partita. Cosa è cambiato da allora? «Molto. Sono sicuramente in una forma fisica migliore, anche perché quando sono arrivato non giocavo una partita da più di un mese. Ovviamente la chimica da allora è migliorata molto e mi sento parte del gruppo a pieno». Milano è una squadra che fa l'Eurolega: come si approcciano partite da underdog come questa? «Sono una squadra fortissima e sappiamo che ci servirà una partita di altissimo livello per giocarcela, dovremo prestare massima attenzione a ogni dettaglio. Sarà una battaglia e dovremo combatterla giocando con fisicità ed energia. Non potremo abbassare l'intensità dal primo all'ultimo s econdo». Passando a te, sei un giocatore che tira spesso dalla media, una cosa sempre più rara nel basket di oggi. Come hai costruito questo tipo di tiro nella tua carriera? È sempre stato un tuo punto forte? «È il mio tiro fin da piccolo. Mio padre me l'ha insegnato e fin da bambino l'ho allenato molto. Oggi il basket è cambiato ed è un tiro meno comune, ma è un tiro bellissimo, che se riesci a sviluppare diventa molto difficile da contrastare. Infatti mi ha aiutato molto nella mia carriera, perché ti apre diverse soluzioni tattiche in campo. Ne vado orgoglioso». Su cosa state lavorando di più con coach De Raffaele? Come ti trovi con lui? «Mi trovo molto bene. È un coach molto preparato, che ha vinto tanto e allenato giocatori di livello: si percepisce. È molto attento ai dettagli, ci fa lavorare duro su tutti gli aspetti. Da quando è qui stiamo cercando di costruire delle abitudini vincenti: dall'inizio d e l l'allenamento alla fine si va al massimo perché, anche se siamo stanchi, dobbiamo dare tutto. Abbiamo perso diverse partite negli ultimi minuti e sono questi dettagli ad esserci costati caro. Amo l'energia che mette in ogni allenamento, io amo la competizione e lui la tiene sempre alta. Ci ascolta molto, c'è un confronto costruttivo continuo, per cui mi trovo benissimo». Pensi che pian piano si stia vedendo il potenziale di questa squadra? «Sì, sicuramente stiamo migliorando, ma dobbiamo restare concentrati: la strada è ancora lunga per arrivare dove dobbiamo e vogliamo». 

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