Il protagonista dell'ultima vittoria virtussina
Dal Corriere di Bologna a firma Luca Aquino, le parole di un grande protagonista. Non è mai stata una questione di "se" ma di "quando", con Francesco Ferrari. Perché il ventenne della Virtus non è il classico giovane inesperto, che magari muove i primi passi con la prima squadra proveniente dal settore giovanile senza nessuna aspettativa iniziale, ma un giocatore che ha già un bagaglio di esperienza e di partite "vere" ragguardevole. Chiaramente il salto dalla A2 alla Serie A, per non parlare dell'Eurolega, è notevole e un minimo adattamento al gioco è inevitabile, ma la prestazione da 19 punti in 21 minuti di Napoli non può certo essere catalogata come una sorpresa. Prima o poi una partita del genere sarebbe arrivata da parte dell'Mvp dell'ultimo europeo Under 20 vinto dall'Italia e da un talento che un mese prima di sbarcare a Bologna ha sfoderato con Cividale una partita da 36 punti nella vittoria contro l'Urania Milano. Da trent'anni un ventenne italiano non segnava così tanto: il suo nome, Carlton Myers. L'approdo alla Virtus è stato fortemente voluto da Ferrari, un accordo raggiunto l'estate scorsa che avrebbe previsto la possibilità di passare sotto le due torri già a fine gennaio. Il trasferimento è stato poi anticipato di qualche settimana per l'emergenza nella quale versava il settore lunghi bianconero in quel periodo e ha fatto molto discutere a Cividale, pur in un clima di sostanzialmente cordialità fra i due club. Bologna era però la grande ambizione di Ferrari, che si dice abbia rinunciato anche a diverse offerte più remunerative dai college americani per indossare la V nera in un basket, quello europeo, che ritiene molto più adatto alle sue caratteristiche. A Napoli, la prima partita da ricordare con la maglia bianconera, è arrivata giocando sostanzialmente sempre da ala piccola, un ruolo nel quale Ivanovic lo sta impiegando ultimamente dopo aver iniziato di più nella posizione di quattro, come in A2. Un cambio che, soprattutto in attacco, potrebbe avergli aperto gli spazi per sprigionare il suo talento come sabato sera. Di certo, almeno in questa stagione di adattamento e transizione, non bisogna aspettarsi che questa possa essere la normalità, gli alti e bassi vanno messi in preventivo per un esordiente a questo livello con pochi minuti a disposizione nei quali deve dimostrare di guadagnarsi altro tempo sul parquet, però questi lampi lasciano intuire come il club ci abbia visto giusto nel puntare così tanto sul suo talento. «Non mi aspettavo di fare così il mio massimo di punti in Serie A, però sono contento - ha detto Ferrari al termine della partita di Napoli -. L'importante però era vincere, due giorni dopo la partita di Madrid sapevamo non sarebbe stato facile». Un altro aspetto forse sottovalutato nella crescita sua e in generale dei giocatori più giovani è la possibilità di essere ogni giorno in palestra con gente navigata, con struttura ed esperienza di alto livello che dà la possibilità di migliorare in ogni allenamento a chi dimostri la capacità e l'umiltà di apprendere da chi ha giocato centinaia di partite in carriera. «L'importante era vincere, due giorni dopo la partita di Madrid sapevamo non sarebbe stato facile Da questo punto di vista, Ferrari è una certezza: fin dalla tenera età è cresciuto a pane e basket, seguendo papà Federico che ha giocato in LegaDue e apprezzando i dettagli del gioco e della vita da professionista. Francesco ha visto Napoli e da lì può cominciare il decollo verso una luminosa carriera, ma il presente dice che oggi si ricomincia da zero. Si torna in palestra per preparare la partita di mercoledì con il Partizan e quella di domenica di campionato contro Milano, come se nulla fosse accaduto e con la fame di chi sa di doversi conquistare tutto un passo alla volta».