C'è anche il problema Valentine
Dal Gazzettino a cura di Giacomo Garbisa, l'analisi di una flop europeo. La sconfitta in casa nel derby di Eurocup contro Trento affossa ancora prematuramente le ambizioni continentali L'ennesimo flop europeo, stavolta con responsabilità evidenti. La sconfitta 94-90 all'overtime nel derby di BKT Eurocup contro la Dolomiti Energia Trento affossa ancora prematuramente le ambizioni continentali dell'Umana Reyer. A differenza del passato con una coda amarissima: dopo tre eliminazioni al primo turno playoff in gara secca maturate in trasferta (2021-2022 col Metropolitans Levallois per 87-66; 2022-2023 con l'Hapoel Tel Aviv per 90-80; 2024-2025 col Gran Canaria per 84-80), il semaforo rosso è arrivato per la prima volta in casa. Non è bastato alla squadra di coach Neven Spahija conquistare il fattore-campo nella fase a gironi per garantirsi il prosieguo; ai quarti contro il Besiktas volerà Trento (con merito) in un tabellone completato da Bahcesehir-Cluj Napoca, Bourg en Bresse-Cedevita Lubiana, Hapoel Gerusalemme-Turk Telekom Ankara. Per la Reyer è l'ennesima incompiuta, come poco meno di un mese fa l'eliminazione al primo turno della Final Eight di Coppa Italia per mano di Derthona (95-87). Due delusioni ravvicinate che aprono il tavolo del confronto interno alla società del presidente Federico Casarin. Perché la Reyer ha marciato a "passo del gambero": bella e vincente fino a inizio febbraio; involuta, confusa e priva di consistenza difensiva nell'ultimo mese. Passi indietro coincisi, inspiegabilmente, col ritorno del roster al completo e il recupero degli infortunati.
LA QUESTIONE MERCATO L'altra questione rimanda alle scelte di mercato estive e alla decisione di non aggiustare le cose in corsa (almeno fino ad oggi). Dall'asse dominante Tyler Ennis-Mfiondu Kabengele, che predicava in una squadra poco strutturata, si è passati a quello RJ Cole-Chris Horton che non ha mai convinto pur all'interno di un roster più profondo. Non per particolari demeriti del play ex Rytas – tendente però a nascondersi nelle partite da responsabilità e il duello con DeVantè Jones di Trento è eloquente – ma per l'inconsistenza del centro ex Trapani. Mercoledì Horton ha anche subito un infortunio alla gamba destra che appare serio (ieri gli accertamenti strumentali) in una stagione che per il 32enne di Decatur è stata travagliata già per problemi familiari.
CAPITOLO VALENTINE Poi c'è il capitolo Denzel Valentine. Che l'ex Chicago fosse un giocatore "fuori dagli schemi" si sapeva, ma in orogranata si sta rivelando fuori dal gioco e la bocciatura l'ha sancita Spahija panchinandolo per tutto il secondo tempo con Trento. I due investimenti più ingenti (Horton e Valentine guadagnano più di tutti) si stanno rivelando gli anelli deboli. "Abbiamo combattuto per tutta la partita, sono stati commessi errori ma fa parte del gioco. Abbiamo cambiato tante cose nel tentativo di trovare il miglior equilibrio possibile e il quintetto che potesse essere efficace in attacco e difesa. Ci sono alcuni numeri che ci hanno condannato, come i 18 rimbalzi offensivi lasciati agli avversari e troppi tiri aperti sbagliati dal perimetro. E' impossibile vincere una partita così equilibrata tirando col 13% dal perimetro" l'analisi post Trento di Spahija (in fase di costruzione squadra però la scelta era stata proprio quella di rinunciare a un lungo straniero per andare su un esterno che avesse fra le mani punti dalla lunga distanza). Per salvare l'annata resta solo il campionato – domani ore 20 al Taliercio altro derby con l'APU Udine – nel quale la Reyer è quarta (28 punti, 14-5) ma con una precisazione.