Troppi finali regalati alle avversarie
Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Piasno, l'analisi sui finali di partita di Udine. Apu, la maledizione delle big continua. Quattro trasferte contro le prime quattro del campionato e altrettante sconfitte con tanti rimpianti: partite giocate ad armi pari, a volte anche dominate, complimenti a raffica ma nessun punto in classifica. È accaduto anche sabato sera a Venezia, con una sceneggiatura diversa rispetto alle gare di Milano, Brescia e Bologna, ma con finale quasi identico. Ai bianconeri è mancato l'ultimo guizzo, ed è davvero un peccato. Già alla seconda giornata, 111 ottobre, si è avuto un antipasto di questi bocconi amari. Al Camera contro la Virtus bastava allungare la mano per farsi consegnare il fatidico referto rosa: + 4 nell'overtime con 29" da giocare e rimessa a favore da metà campo. Cosa potrai mai andare storto? Tutto, perché Brewton perde palla due volte in modo ingenuo e dall'altra parte Edwards firma 6 punti di puro talento e fa evaporare il sogno udinese a 3" dalla sirena. È la serie A, bellezza, e non puoi farci niente. Lo scotto da pagare alla massima serie, per una neopromossa, è anche questo: quando il cronometro si fa incandescente, le grandi squadre impongono la loro forza con i campioni di cui dispongono. Lo conferma la trasferta di Milano, il 4 gennaio scorso. Olimpia sfrattata dal Forum a causa delle Olimpiadi, al Paialido ci sono tanti tifosi friulani. E l'Apu disputa un match con i fiocchi, tanto da trovarsi a + 9 quando inizia l'ultimo quarto. Milano rimonta, mette il naso avanti con le giocate di Guduric e Le- Day, ma capitan Alibegovic a 3" dalla fine s'inventa una tripla fuori equilibrio da applausi. Time-out di Peppe Poeta, Udine pregusta il dolcissimo sapore di una vittoria storica e invece ecco un'altra beffa cocente: Brooks dall'angolo firma il controsorpasso sul suono della sirena. Non finisce qui. A Brescia, il 25 gennaio scorso, altro finale amarissimo. Udine conduce di 6 lunghezze a 2' dalla fine e Brescia, che ha appena perso il faro Ivanovic per infortunio, sembra alle corde. Invece ecco il colpo di coda, col marchio "ADV", all'anagrafe Amedeo Della Valle: 8 punti in 100" e all'Apu non basta un Alibegovic monumentale per fare lo scalpo alla Leonessa. Anche in questo caso il canestro della beffa gonfia la retina a 3" dal termine. Il libro delle beffe si arricchisce di un nuovo capitolo il 15 febbraio a Bologna. Al termine di un primo quarto horror l'Apu si ritrova a -16. Invece l'inerzia cambia completamente e a 3' dalla fine Udine impatta con una tripla di Bendzius. Chi si illude di restituire lo sgarbo dell'andata viene gelato dalla tripla di Vildoza da otto metri un attimo prima dello scadere dei 24", dopo una buona difesa dei bianconeri. Arriviamo a sabato scorso, contro la Reyer quarta in classifica si vede un'Apu perfetta per 18'. Sul + 20 nessuno viene sfiorato dal sospetto che finirà come le volte precedenti. Eppure è così, Venezia rimonta e sorpassa, Udine risponde ed è parità assoluta a 5' dal termine. I lagunari, però, sono imbottiti di giocatori talentuosi e con un Bowman infuocato impacchetta un'altra beffa. Edwards, Brooks, Della Valle, Vildoza, Bowman: sono come fantasmi che trasformano i sogni dei tifosi udinesi in incubi. E non basta la vittoria di Tortona (come un piccolo risarcimento del destino) ad azzerare i rimpianti.