Walter De Raffaele grande ex
Dalla Provincia di Como a cura di Luca Pinotti, il preview di una sfida con molto connotati interessanti. C'è ancora un caso da risolvere. Ma il "dottor" Walter De Raffaele è pronto e non ci gira troppo intorno. Il soggetto in questione è Grant Basile. In questi due mesi il nuovo coach ha dato una scossa alla classifica e una sistemata alla difesa di una squadra nata con poca propensione a farlo. Ha poi rivitalizzato Bortolani, ridato ossigeno a Chiozza e inserito Février. Ora, c'è la questione Basile e De Raffaele non si sottrae: "Mi piacerebbe riuscire a prendere tanto anche da Basile, perché può diventare un'arma. Abbiamo un pacchetto lunghi dinamico, lui può anche essere usato come "5", in alcune situazioni". La via? "Una volta che la squadra percepisce che si gioca con chi è più utile in quel momento, allora questo diventa una forza per tutti. Se invece la panchina è percepita come un limite ai propri minuti, a quel punto si fanno delle scelte esclusivamente per il bene di Cantù". Il punto sui "lunghi" Tutti, in ogni caso, stanno dando una mano: "Come staff dobbiamo aiutarlo a ricreare in allenamento le condizioni che poi capitano in partita e non è semplice. Lui deve continuare a mettere del suo e non porsi il "problema" dei minuti: la cosa che è molto chiara nella mia testa è che Basile è un giocatore importante della squadra e quindi deve essere pronto a essere utilizzato in qualsiasi momento". Parole per provare a scuotere l'Mvp della scorsa stagione, prima della sfida a Tortona di domani alle 17.30: "Una partita molto impegnativa, perché affronteremo la finalista di Coppa Italia, che si è permessa di eliminare la Virtus e giocarsela fino alla fine con Milano. Già questo la dice lunga sulle qualità di Tortona, una squadra che sta disputando un campionato molto solido e che vorrò provare a vincere. Noi cercheremo di fare la nostra miglior partita continuando alla ricerca di questa nostra identità che sempre più si va formando. La squadra sta bene e vogliamo essere coraggiosi". A proposito di lunghi, ha poi spiegato la "cazziata" a Ballo contro Napoli: "Era una sorta di protezione, aveva un problema di falli e ci stavamo giocando la differenza canestri. Oumar essendo un ragazzo molto intelligente ha capito: sono momenti in cui serve essere molto presenti". Tra passato e futuro De Raffaele è un ex. Ha allenato i piemontesi per una stagione e mezza, un'esperienza terminata prima della scadenza naturale del contratto: "Sono arrivato con la squadra quasi in fondo alla classifica e siamo andati ai playoff con Bologna, perdendo alla quinta partita. Abbiamo costruito un gruppo di giocatori che, quest'anno, sta performando in maniera importante com'era prevedibile. E non scordo la parte europea: abbiamo conquistato i quarti di Champions, un grande traguardo per la società, competendo con una corazzata come Tenerife. Poi, la società ha deciso di fare altre scelte". E De Raffaele, per scelta, non vuole prevedere il futuro, né fare tabelle: "Le lascio a voi giornalisti, che siete più bravi di me in questo: non le ho mai fatte, nemmeno quando lottavo per il titolo. Il nostro obiettivo è giocare una sola partita alla volta, senza preoccuparsi troppo. Lo faremo sempre con grande rispetto degli avversari, cercando di vincere il più possibile".