Dossier NBA Europe: un cantiere aperto

25 marzo 2026 08:24

Viaggio nel mondo della nuova Lega in costruzione

Fonte: https://www.tsportinthecity.it/nba-europe-stato-dellarte-di-un-cantiere-aperto/ a cura di Francesco Freni

NBA Europe: stato dell’arte di un cantiere aperto

LA PRIMA DEADLINE IL 31.3, ALMENO FORMALMENTE
Ad oggi, 24 marzo 2026, NBA Europe esiste come progetto, come promessa, come cantiere — ma è lontanissima dall’esistere come realtà. L’orizzonte dichiarato per la partenza della lega rimane ottobre 2027, ma Adam Silver è stato esplicito: “Non siamo al traguardo, siamo esattamente nel punto in cui pensavamo di essere.”  Il che, a seconda di come lo si voglia leggere, può suonare come rassicurazione o come alibi.
Unica cosa che ad oggi sappiamo per certo: entro il 31 marzo tutti gli investitori interessati dovrebbero presentare offerte vincolanti per ottenere una franchigia nella futura lega professionistica. La deadline è, praticamente, domani. La storia ci insegna che le deadline nel basket europeo siano più suggerimenti che obblighi, ma stavolta i numeri (= i dollari) in gioco rendono l’atmosfera più tesa. Abbiamo fatto un largo giro sul web per capire quale sia la situazione in prossimità della prima fondamentale scadenza.
IL FORMATO: 16 SQUADRE, 12 LICENZE, 4 POSTI DA CONQUISTARE
NBA Europe ha originariamente pianificato una lega da 16 squadre, con 10-12 franchigie permanenti e quattro posti aperti a squadre dei campionati affiliati FIBA che si qualificano su base meritocratica ogni anno. È il dettaglio che separa questo progetto dall’Eurolega: la clausola del merito sportivo, l’omaggio al calcio europeo che Silver cita ossessivamente, in verità la concessione a Jorge Garajosa per non mettersi contro anche FIBA Europe. Bellissimo e molto europeo, se ci si vuole credere. Le quattro qualificate proverranno dalla Basketball Champions League e da un torneo di fine stagione, con l’NBA che immaginerebbe proprio la BCL come secondo livello della nuova piramide. 
LE CORDATE: CHI HA GIÀ IL DOSSIER SUL TAVOLO DI SILVER
Tre fondi di rango globale hanno già fatto capire, secondo The Athletic, di avere le offerte pronte. Il Saudi Arabian Public Investment Fund lavorerebbe per Londra, il Qatar Sports Investments investirebbe a Parigi in maniera non legata al Paris Basketball Club già in Eurolega, mentre RedBird Capital è propenso ad agire per conto proprio a Milano. Tre metropoli, due mercati giganteschi che l’Eurolega non ha mai davvero conquistato. Tre fondi sovrani o para-sovrani che nel calcio hanno già cambiato le regole del gioco. L’idea che Gerry Cardinale, Nasser Al-Khelaïfi e il PIF saudita siedano allo stesso tavolo con Adam Silver ha una sua logica perversa e affascinante.
Sul fronte dei club già esistenti, Bayern Monaco e ASVEL hanno manifestato la volontà di unirsi al progetto. Tony Parker, per parte sua, è peraltro andato ben oltre le dichiarazioni di principio annunciando l’adesione al progetto della squadra lionese di cui è presidente.
MILANO: LA PARTITA A TRE (CON UN FANTASMA)
Milano è la piazza italiana più calda, ma anche quella in cui i nodi si moltiplicano invece di sciogliersi. Secondo il presidente della FIP Petrucci, sia il Milan che l’Inter pare siano interessati al progetto. Il punto cruciale è capire cosa significhi “il Milan è interessato”. RedBird sta da tempo pensando a NBA Europe: creare un palazzetto a San Donato e, secondo i rumors, comprare l’Olimpia Milano per partecipare poi come franchigia fissa. Il progetto sarebbe pronto per essere affidato a Massimo Calvelli, ex CEO dell’ATP.  Ma lo stesso articolo che racconta questa prospettiva solleva un dubbio legittimo: Cardinale segue con interesse anche l’espansione NBA negli Stati Uniti verso Las Vegas e Seattle. Non è dunque certo che tutta la sua attenzione sia veramente focalizzata su Milano
Il Corriere della Sera parla di possibile sorpasso da parte di Oaktree, la proprietà dell’Inter, che avrebbe avviato colloqui diretti con la governance NBA. Due fondi americani, due club calcistici italiani, una stessa franchigia NBA da assegnare. La nuova franchigia milanese dovrebbe essere indipendente rispetto all’Olimpia Milano, che potrebbe continuare il proprio percorso in Eurolega. L’EA7 potrebbe quindi sopravvivere al cambio di galassia — oppure diventare il secondo violino nella propria città (sempre che continuare in Eurolega possa essere considerata una situazione di ripiego). Dipende da chi compra cosa, e quando. Ovviamente, nel secondo caso si aprirebbe un nuovo fronte affamato di titolo sportivo da prelevare altrove: nessuno, in Serie A, è ancora al riparo. Un fantasma, un altro, aleggia sul basket italiano. Chissà se anche in questo caso il presidente della FIP si dichiarerà ponziopilatescamente neutrale….
ROMA: TRE CORDATE, NESSUNA CERTEZZA, QUALCHE NOME STELLARE
Roma è il caso più cinematografico, quello che inspiegabilmente affascina di più l’immaginario collettivo americano. La città ha perso la sua squadra di Serie A nel 2020 e non l’ha ancora rimpiazzata, sebbene la Virtus sia in piena lotta per poter essere promossa in A2 già in questa stagione. Come ormai noto anche alle piante, per entrare nell’orbita di NBA Europe sarebbe necessaria la fondazione di una nuova franchigia da zero — come successo con Dubai per l’Eurolega — oppure l’acquisizione di un titolo sportivo proveniente da un’altra città. In entrambi i casi la nuova realtà sarebbe ammessa di diritto (di prepotenza?) in LBA.
Le cordate in campo nel frattempo sono diventate tre. La prima è guidata da Donnie Nelson, 63 anni, figlio di Don Nelson, 24 anni da dirigente a Dallas: l’uomo che ha lanciato Nash, ha scelto Nowitzki e ha puntato su Doncic. Proprio Nowitzki e Doncic sarebbero tra i soci dichiarati. Un nome, quello di Luka, che vale più di qualsiasi comunicato stampa. Nelson è in trattativa per acquisire il titolo sportivo della Vanoli Cremona, con l’obiettivo di trasferirlo a Roma e creare una nuova squadra già in Serie A dalla prossima stagione. Cremona ha smentito accordi definitivi, ma non ha negato i contatti. Nel basket italiano, la differenza tra questi due stati è spesso sottile come una foglia.
La seconda cordata sarebbe guidata da Paul Matiasic, sebbene non sia affatto chiaro quale sia il suo ruolo e chi siano i potenziali investitori. L’avvocato americano ha già incontrato il sindaco Gualtieri e Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, presentando il proprio dossier NBA e visionando il PalaTiziano, oltre ad aver presentato una richiesta per l’affitto del PalaEur. Matiasic gioca una partita doppia: se perde Roma, Trieste resta a Trieste come il presidente ha assicurato a più riprese ed a più interlocutori. Se conquista Roma, la situazione diverrebbe più fluida, sebbene, perlomeno nel breve termine, la continuità del progetto triestino non dovrebbe essere a rischio estremo. Una vicenda che da un mese tiene una città con il fiato sospeso.
Anche la terza cordata, su cui vige il più stretto riserbo, sarebbe americana, ma senza il coinvolgimento dei Friedkin, proprietari dell’AS Roma. 
Al momento la cordata Nelson pare ancora la favorita (in un primo momento pareva addirittura già aver raggiunto l’accordo per l’affitto del PalaEur, circostanza come noto smentita negli ultimi giorni per l’interessamento di diversi interlocutori e nessun accordo ancora raggiunto). Matiasic resta in corsa, ma l’alzata di scudi istituzionale del Comune e soprattutto della Regione ha determinato un certo raffreddamento dell’opzione. La misteriosa terza cordata, al momento, rimane sullo sfondo. I veri arbitri della contesa sono Aldo Vanoli ed i tempi di cessione del titolo di Cremona (sempre che li voglia cedere) e l’NBA stessa. E’ probabile che chi chiude prima per il titolo sportivo — e porta alla NBA un dossier completo con impianto, titolo e piano finanziario — vince Roma. Se ne saprà di più, slittamenti di scadenze compresi, entro aprile.
IL FRONTE EUROLEGA: CHI RESTA, CHI FUGGE, CHI TRATTA
Questo è il vero campo di battaglia, e la mappa sta diventando ogni giorno più chiara. Dieci club tra i membri permanenti avevano già firmato contratti decennali con l’Eurolega: Baskonia, Efes, Bayern Monaco, Žalgiris, Maccabi Tel Aviv, Olimpia Milano, Panathinaikos, Olympiacos e CSKA Mosca — quest’ultimo attualmente escluso per motivi geopolitici. Rimanevano quattro grandi incognite: Barcellona, Real Madrid, Fenerbahçe e ASVEL. 
Il quadro ad oggi si è parzialmente definito anche su quest’ultimo fronte. Il Barcellona ha comunicato l’intenzione di rinnovare la licenza decennale con EL, anche il Fenerbahçe appare orientato a restare. Il Real Madrid non ha ancora risposto formalmente, mentre l’ASVEL dell’ex stella Tony Parker è sempre più legata al progetto NBAE. 
Attenzione però alle sfumature. Il rinnovo del Barcellona include la clausola di uscita già prevista nei contratti precedenti: pagando una penale di 10 milioni di euro, il club blaugrana potrebbe decidere di liberarsi dall’accordo qualora il progetto NBA risultasse più attraente. Dieci milioni per uscire da un contratto da un miliardo di indotto: un’opzione costosa che però non costituisce una prigione vera e propria.
L’ASVEL ha dichiarato guerra aperta: Parker ha praticamente confermato l’uscita dall’Eurolega, con un contenzioso formale in corso sugli ingaggi minimi che ha reso insanabile la frattura. In pratica, l’Asvel non può elevare il budget per rispettare il minimo imposto da Eurolega senza violare il tetto impostole dal campionato francese: lo scenario più verosimile, salvo colpi di scena, vede l’ASVEL impegnato in Basketball Champions League a partire dalla stagione 2026-27, in attesa di un’opportunità legata al progetto NBA Europe.
Sul fronte del disgelo, la nomina a nuovo CEO dell’Eurolega di Chus Bueno — ex dirigente NBA per oltre un decennio — ha riaperto un canale di dialogo, che comunque rimane difficilissimo. Tra le ipotesi che circolano, secondo CNBC, ci sarebbe un potenziale ingresso dell’Eurolega nel capitale della nuova lega, uno scambio di partecipazioni azionarie, e in futuro non sarebbe esclusa nemmeno la fusione in una singola entità. Silver, durante l’All-Star Weekend, si è detto “incoraggiato”. Nel linguaggio diplomatico di un commissioner NBA, equivale a dire che si è passati da guerra fredda a negoziato.
LA VOCE DI BODIROGA: “PRESTO NOVITÀ”
Due giorni fa c’era anche lui all’Unipol Forum di Assago. Dejan Bodiroga, presidente dell’Eurolega, ospite delle celebrazioni per i 90 anni dell’Olimpia Milano — la squadra con cui aveva vinto scudetto e Coppa Italia nel 1996. Bogdan Tanjevic lo aveva portato a Trieste, poi a Milano in seguito al tradimento di Stefanel. Trent’anni dopo, è il custode dell’istituzione che l’NBA sta cercando di soppiantare.
Microfono in faccia, argomento inevitabile: NBA Europe. La risposta di Bodiroga vale più per quello che non dice che per quello che dice. «Io credo che si stia andando certamente nella direzione giusta. Eurolega oggi come oggi è fortissima, sta migliorando anno dopo anno. Certamente dobbiamo trovare soluzioni con tutte le componenti della pallacanestro che vanno bene per tutti».  Poi l’affondo difensivo, che è in realtà il cuore del messaggio: «Ma devo dire che Eurolega è fortissima, e continuerà così. Teniamo aperti dialoghi con tutti. Presto ci saranno novità, ma ora siamo concentrati nel finire bene questa stagione». 
Tre elementi da tenere a mente. Primo: “fortissima” ripetuto due volte in venti secondi non è ridondanza, è strategia comunicativa — il presidente che rassicura i club, i broadcaster, gli azionisti. Secondo: “dialoghi aperti con tutti” è la frase che più interessa a Silver e soci, perché significa che il muro non è più muro. Terzo: “presto ci saranno novità” è la dichiarazione che lascia più spazio interpretativo. Novità su cosa? Un accordo con FIBA? Una revisione delle licenze? Un ingresso nel capitale NBA? Una rivisitazione della formula? Nuove regole di adesione? Bodiroga non lo specifica, e la suspense sul significato è di per sé stesso la notizia.
In un’altra occasione, commentando le parole di Zeljko Obradovic che aveva chiesto ai club di “proteggersi” dall’avanzata NBA, Bodiroga aveva trovato un equilibrio retorico quasi perfetto: «Dobbiamo proteggere ciò che ci rende speciali. Siamo forti. Abbiamo i tifosi più appassionati. Abbiamo le partite più competitive. Abbiamo una tradizione ricchissima. Dobbiamo conservare tutto questo».
Il che è vero, e al tempo stesso evita con eleganza la domanda su cosa succede se la “tradizione ricchissima” vale centinaia di milioni di euro in meno rispetto all’alternativa. Bodiroga è l’uomo che ha scelto di non andare mai in NBA pur avendone, probabilmente, le capacità. Ha costruito una carriera intera sul valore di rimanere in Europa. È la persona giusta per presiedere l’Eurolega in questo momento, e anche la colui che impersona la contraddizione più intrigante del basket mondiale.
PROBABILITÀ CHE SI GIOCHI NEL 2027/28: UNO SCENARIO PER OGNI GRADO DI OTTIMISMO
Scenario ottimista (probabilità: 30%). Le offerte vincolanti arrivano entro fine marzo — o fine aprile con una piccola proroga che nessuno negherà. Milano e Roma si definiscono entro l’estate, con una delle tre cordate interessate alla capitale che chiude per il titolo sportivo. Real Madrid annuncia l’adesione a NBA Europe in estate. Chus Bueno media un accordo strutturale tra le due leghe. La stagione 2027-28 parte con 14 o 16 squadre, con qualche lacuna nelle infrastrutture ma con abbastanza credibilità commerciale per convincere i broadcaster europei. Il basket continentale viene rifondato. Si gioca davvero.
Scenario intermedio (probabilità: 45%). Le offerte arrivano, ma la definizione dei franchise è più lenta. Milano si risolve, Roma si impantana. Real Madrid rinvia ancora. Il lancio del 2027 viene posticipato al 2028, con una “soft opening” da 12 squadre che assomiglia più a un campionato sperimentale che a una rivoluzione. Silver ha già precisato che una prima fase potrebbe essere considerata un test operativo. Nessuno lo chiamerà flop, ma non sarà nemmeno un trionfo.
Scenario pessimista (probabilità: 25%). Le complessità legali — Eurolega che minaccia azioni legali, licenze FIBA da negoziare, diritti televisivi da ridefinire — rallentano tutto fino al 2029. RedBird sceglie Las Vegas invece di Milano. Matiasic lascia Trieste per Roma ma il progetto romano si arena in un contenzioso sul titolo sportivo di Cremona anch’esso pronto per salpare verso la capitale. Il Real Madrid firma con l’Eurolega a condizioni migliorate. NBA Europe diventa un grandioso progetto solo annunciato, come tanti altri nel basket europeo.
L’0TTIMISMO AMERICANO, IL PRAGMATISMO EUROPEO
Silver, a Berlino, ha risposto alle domande sulle azioni legali dell’Eurolega con un sorriso: “Ho girato le lettere ai miei legali. Non penso che lo scontro sia inevitabile. Non vogliamo sostituirci a nessuno. Il basket è lo sport numero 2 in Europa e pensiamo possa avere ancora un enorme potenziale.” 
E’ un ottimismo istituzionale. Il tipo di ottimismo che precede sia i grandi cambiamenti che i grandi fallimenti. Chi segue da vicino il basket europeo ha imparato, con il tempo, a non escludere nessuno dei due. Curioso, comunque, come quasi tutti gli entusiasti di un progetto che porta il nome del vecchio continente siano americani o arabi, mentre i destinatari di questo “dono”, gli investitori ed i tifosi europei, rimangano tiepidi se non distanti. E ciò fa propendere per il secondo.
La deadline è domani. I dossier, probabilmente, arriveranno. Quello che succederà dopo — quello sarà il vero campionato da giocare e da vincere.

Fonti:

Dichiarazioni e interviste ufficiali
  • Dejan Bodiroga (presidente EuroLeague), intervista rilasciata a LBA TV, 22 marzo 2026 — citata da Backdoor Podcast: “Bodiroga: ‘Eurolega ai massimi livelli, ci saranno novità'”, backdoorpodcast.com, 22 marzo 2026
  • Adam Silver (commissioner NBA), conferenza stampa a Berlino, gennaio 2026 — citata da NBA.com: “Commissioner Adam Silver: NBA, FIBA pushing forward with plans for new league in Europe”, nba.com, 15 gennaio 2026
  • George Aivazoglou (NBA Managing Director Europe & Middle East), intervento al Football Business Forum, Bocconi/Milano, novembre 2025 — citato da ESPN e Basketball.com.au
  • Paulius Motiejunas (CEO EuroLeague), intervista ad Associated Press, gennaio 2026 — citata da Sky Sport: “Motiejunas: ‘Come Eurolega non temiamo lo sbarco della NBA in Europa’”, sport.sky.it, 17 gennaio 2026
  • Zeljko Obradovic (allenatore Partizan), dichiarazioni post-partita, novembre 2025 — citate da Backdoor Podcast: “Zeljko Obradovic: ‘Quello che ha la NBA non basta, vogliono venire in Europa’”, backdoorpodcast.com
  • Beppe Marotta (presidente Inter), intervista al roadshow Motore Italia/Milano Finanza, marzo 2026 — citata da Eurohoops e HoopsHype
  • Chus Bueno (CEO EuroLeague), dichiarazioni su collaborazione NBA-Eurolega, 19 marzo 2026 — citate da Pianetabasket.com
Approfondimenti e analisi
  • “Deep Dive: NBA Europe project gathers momentum”, Sportcal/GlobalData Sport, 23 gennaio 2026 — sportcal.com
  • “NBA Europe: Inter/Oaktree pronta al sorpasso su Milan/RedBird?”, RealOlimpiaMilano.com, 18 marzo 2026
  • “Non solo calcio: si accende il derby tra Oaktree e RedBird per entrare in NBA Europe”, Calcio e Finanza, 18 marzo 2026 — calcioefinanza.it
  • “Inter Milan owners eye NBA Europe project for Milan franchise bid”, Eurohoops, 20 marzo 2026 — eurohoops.net
  • “CorSera: Inter’s owners Oaktree overtake RedBird in bid for NBA franchise”, SempreMilan.com, 18 marzo 2026
  • “Financial Times: March deadline set for NBA Europe bid”, SempreMilan.com, 27 gennaio 2026
  • “Tra franchigie e licenze: le chiavi del futuro in Eurolega”, Eurodevotion.com, 19 marzo 2026
  • “L’Eurolega si prepara all’arrivo della NBA” (comunicato ECA board meeting 3 marzo 2026), Around the Game, aroundthegame.com
Roma
  • “NBA Europe a Roma: tra la tentazione Cremona e il ‘caso’ Trieste, cosa sappiamo?”, Backdoor Podcast, marzo 2026 — backdoorpodcast.com
  • “NBA a Roma, duello USA: Nelson e Matiasic si sfidano tra impianti e ‘titoli’ di Serie A”, RealOlimpiaMilano.com, 24 febbraio 2026
  • “Roma basket, si accelera: Nelson e Doncic pronti a riportare la Capitale in Serie A”, Sport e Finanza, 11 febbraio 2026 — sportefinanza.it
  • “Donnie Nelson-Led Group With Luka Dončić Eyes Italy As Potential Launchpad For NBA Europe”, OpenCourt Basketball, 11 febbraio 2026
  • “NBA in Rome, two U.S. groups in a head-to-head race: Trieste and Cremona ‘licenses’ in play”, Sportando, febbraio 2026 — sportando.basketball
  • “Il sogno di Roma in NBA riaccende i rumors sul futuro della Vanoli Cremona”, Cremonaoggi.it, 11 febbraio 2026
  • “Doncic-Backed Group To Buy Italian Team With Eye On NBA Europe”, Hoops Rumors, 11 febbraio 2026 — hoopsrumors.com
  • “Roma basket made in USA: Nelson e Doncic pronti a rilevare il club in vista di NBA Europe”, Sportmediaset, 11 febbraio 2026

Fonti primarie NBA/FIBA
FIBA.basketball: “Europe locked in for NBA regular season games in 2026, ’27 and ’28”, 31 luglio 2025
NBA.com: “NBA announces 3-year slate of games in Europe beginning in 2026”, 31 luglio 2025
ESPN: “NBA’s Europe-based league may launch in October 2027”, 7 novembre 2025 — espn.com

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