Scola porta Varese in NBA

02 aprile 2026 06:55

Offerta fatta per entrare nella nuova Lega

Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. La Pallacanestro Varese si candida per un posto tra le franchigie permanenti di NBA Europe. Non è un pesce d'aprile in ritardo: la manifestazione di interesse per entrare tra i club fondatori della nuova lega, sia pure non vincolante, è stata depositata (insieme ad altre circa 120 domande recapitate) entro il termine della notte del 31 marzo a nome del club biancorosso come potenziale espressione cestistica del fondo RedBird. Ma quali sono i legami odierni, e i potenziali svliuppi futuri, tra il fondo proprietario del Milan, e il club di Toto Bulgheroni? Cerchiamo di capirlo. Interesse comune Per formazione imprenditoriale e cultura aziendale, Luis Scola e Gerry Cardinale – fondatore di RedBird – condividono l'interesse per NBA Europe come potenziale fonte di ricavi da business sportivo. La nascitura lega annunciata ad inizio 2025 è sempre stata considerata come un traguardo per Luis Scola, a dispetto del bacino d'utenza limitato e di risorse lontanissime dalla "massa critica" economica necessaria per presentare un progetto credibile. Cardinale, investitore sportivo multitasking (proprietario del Tolosa, ha quote del Liverpool oltre che dei Boston Red Sox di MLB e dei Pittsburgh Penguins di NHL; sarà coinvolto con la nuova franchigia NBA di Las Vegas?), è stato subito attratto dal richiamo di NBA Europe. Era infatti tra i presenti alla rinunione preliminare tenutasi a Londra nella quale sono stati esposti i primi dettagli operativi del progetto dal commissioner Adam Silver. Il primo approccio è stato con le big del calcio, pensando di creare franchigie in grandi città, e con impianti NBA-style, legate a brand già conosciuti. Ma l'a p p r o ccio tra l'Olimpia e Cardinale non ha avuto esito positivo: il club meneghino, legato ad Eurolega da un accordo fino al 2036, non è intenzionato a cedere la maggioranza delle quote. E allora ecco l'abboccamento con Varese. Le regole e la sede La necessità di avere una base esistente da cui costruire la scalata verso NBA Europe è legata ad un aspetto dell'accordo quadro tra la lega statunitense e la FIBA, attuale controparte del "Vecchio Continente". Le franchigie permanenti della nuova competizione debbono partecipare ad un campionato nazionale: per questo Varese, con la sua tradizione gloriosa (proprio ieri ricorrevano i 50 anni dall'ultima Coppa dei Campioni vinta a Ginevra) e la sua organizzazione societaria ramificata, diventa un interlocutore naturale. Così come Redbird per il club biancorosso, vista la sua enorme potenza di fuoco a livello finanziario, e la sua credibilità anche nel"s a l o tto buono" della NBA. Fissando però due vincoli ineludibili per avviare il dialogo: la Pallacanestro Varese dovrà mantenere l'attuale sede e demininazione societaria. Scola è stato chiaro: mai via da Varese (e no "A.C. Milan Basketball" o simili). Nessun rischio che si ripetano i "trapianti" ormai definiti delle realtà di provincia Trieste e Cremona, che si sposteranno con vecchie o nuove proprietà nella metropoli di Roma. Impianti: Masnago non basta Il dialogo avviato è ancora embrionale, coinvolgendo prima i due proprietari, e poi le rispettive organizzazioni societarie. Per visitare le strutture biancorosse – Itelyum Arena e Campus – e per farsi spiegare i rudimenti del funzionamento delle società di basket in serie A italiana. L'unico vincolo relativo all'aspetto logistico è relativo all'impianto di gioco in chiave NBA Europe: nei "si dice" di regole di ingaggio ventilate ma non definite, c'è l'ipotesi di una struttura con capienza minima da 15mila posti. E soprattutto che offra possibilità di ricavi extra-biglietteria (merchandising, ristorazione, spazi commerciali?): tutto quel che Masnago, nel suo piccolo, sta provando a diventare con l'ultimo restyling. Ma è evidente che il "Lino Oldrini" non sarebbe compatibile con quei criteri. E allora? Si pensa a giocare il campionato la domenica a Varese, e spostarsi altrove per gli infrasettimanali internazionali. Dove? RedBird è proprietaria di un'area a San Donato Milanese: la considerava come sede per il nuovo stadio del Milan, ora col ritorno in auge del San Siro bis punterebbe a costruire un impianto da 18mila posti. E l'ipotesi Busto Arsizio nell'area MalpensaFiere? L'ultimo PGT prevede il suo raddoppio con possibilità di costruire impianti sportivi, ad oggi però Pall.Varese non avrebbe approfondito l'argomento (potrebbe farlo Redbird se il piano A non Al termine della seduta di allenamento di martedì, Luis Scola ha preso la parola nello spogliatoio esponendo a squadra e staff tecnico lo stato dell'arte della situazione. Anticipando che Pallacanestro Varese avrebbe presentato la manifestazione di interesse per NBA Europe con la pregiudiziale di restare in città. Sarà uno stimolo in più per il gruppo, considerando l'importanza strategica dell'accesso alle coppe europee FIBA come primo passo di avvicinamento al clima delle competizioni internazionali? L'a uspicio è quello. Però la programmazione dell'attività del club prosegue senza scossoni: la partnership tra Pallacanestro Varese e Red- Bird consiste al momento nel mutuo interesse che ha portato a sottoscrivere congiuntamente la richiesta di adesione ad NBA Europe. Ulteriori passi saranno possibili, e valutabili nei dettagli, se la pratica andrà avanti, e in funzione delle regole di ingaggio. I tempi: anno 2028 Entrare a far parte delle fondatrici della nuova lega, che negli auspici degli organizzatori dovrebbe dividersi una torta economica enorme (il CEO di Eurolega ha parlato di un affare da 15 miliardi di dollari), muterebbe radicalmente le attuali prospettive economiche del club. A maggior ragione legandosi ad un fondo che gestice un patrimonio da circa 12 miliardi di dollari. Ma quello di ieri è stato solo un primo passo di un lungo percorso: attraverso la manifestazione di interessi non vincolante, Varese e RedBird hanno detto "noi ci siamo". Condizioni di accesso, costi e tempistiche di partenza di NBA Europe sono ancora da stabilire: oggi è più probabile un semaforo verde a settembre 2028 rispetto alle prime ipotesi a settembre 2027. Giusto provarci assieme ad un colosso finanziario mondiale, con i dovuti paletti sulla varesinità; ad oggi però l'Europa resta da conquistare sul campo dalla squada di Kastritis, attendendo sviluppi dagli Stati Uniti che non saranno imminenti. 

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