Sconfitta con Valencia
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della partita di Eurolega di Milano. Quello che incredibilmente l'aritmetica ancora non dice, almeno per qualche ora, lo sentenzia schietto coach Peppe Poeta: «La nostra stagione di Eurolega finisce qui, questa era la nostra ultima possibilità». L'Europa dell'Olimpia non aveva più bisogno da tempo di partite manifesto, eppure a Valencia Milano ha vissuto un'altra notte simbolo: a lungo brillante e comunque capace di giocare per vincere su uno dei campi meno battuti di Eurolega, 15 vittorie su 18 partite per i padroni di casa, per assonanza col gioco degli spagnoli l'EA7 ha potuto correre e giocare sciolta, il basket che ama di più. Ma non è il momento dell'estetica, soprattutto se non è funzionale alla costruzione di un'identità vincente. E anche stavolta Milano si è buttata via, capace di volare a +14 a metà terzo quarto dopo aver iniziato la ripresa con 21 punti in 5'. Prima ha imbarcato un 12-0 iniziando il quarto periodo senza segnare per 3'20". Poi ha vanificato la buona difesa contro una macchina da canestri (terzo attacco di Eurolega) concedendo una grandinata di secondi possessi agli spagnoli, che hanno ripreso a rimbalzo d'attacco (15: 6 nelfultimo quarto) quasi metà dei (già non tanti) tiri sbagliati. Promesso sposo Le triple da marziano di Brooks hanno tenuto l'Olimpia in gioco fino all'ultimo minuto, ma sul rimbalzo lungo della tripla del possibile +1 EA7 a 47 secondi dalla fine, Badio è scappato in contropiede suggellando coi punti della vittoria il suo massimo in carriera in Eurolega di 20 punti. A lui e a un Monterò da 25 punti ha lasciato i riflettori dopo un inizio da padrone Darius Thompson, azzurro eterno promesso sposo di Milano: forse quest'anno è la volta buona. Libera e spensierata a ritmi alti, compreso un 5/6 da tre nel secondo quarto per andare al riposo con 54 punti segnati, saliti a 75 al 25', l'Olimpia ha ceduto quando è tornato a pesare il famoso valore del singolo possesso, zavorrata dalle tre perse a testa di Guduric e di un Bolmaro irriconoscibile per un quarto periodo da soli 13 punti. Non insieme «Abbiamo perso non per la difesa ma per l'attacco - l'analisi di Poeta -. Valencia gioca le sue partite a questo ritmo, avevamo iniziato il secondo tempo cambiando su tutti e aveva pagato molto, andando a +14, ma soprattutto ci aveva premiato tanto l'attacco equilibrato: avevamo 18 assist a fine terzo quarto e poi solo uno nel quarto periodo. Abbiamo smesso di giocare insieme e questo ha comportato il parziale di 24-13 dell'ultimo quarto». Prima l'omaggio all'avversario Martinez, suo coach a Manresa: «Abbiamo giocato una buona partita ma non è abbastanza, devi giocare una grande partita per vincere a Valencia, che ha dimostrato perché gioca per uno dei primi quattro posti in Eurolega. Come successo tante volte quest'anno abbiamo bruciato il vantaggio in troppo poco tempo: ci manca la parte cinica ed è così dall'inizio dell'anno». Il tema è se sarà così fino alla fine: siamo già ad aprile.