Spiro Leka: «Miniotas? Un partitone»

09 aprile 2026 06:53

Le parole del coach della Vuelle

Sul parquet della Reale Mutua Basket Torino, la Victoria Libertas Pesaro dimostra ancora una volta la propria capacità di resistere nei momenti difficili, riuscendo a contenere la rimonta dei padroni di casa e a mantenere salda la vetta della classifica di Serie A2. Al termine della sfida, coach Spiro Leka si presenta in conferenza stampa per analizzare la prestazione dei suoi: «Siamo stati bravi a soffrire quando sono rientrati. Abbiamo comandato la partita, ma in questi casi è un attimo che perdi la bussola. Mi sento di dire che i miei ragazzi hanno fatto vedere nuovamente i valori che hanno, i valori che il club e i tifosi trasmettono. Questi ragazzi hanno capito che Pesaro per certi versi è speciale e bisogna fare qualcosa di straordinario. Stringere i denti non era facile, ma non ci siamo disuniti, abbiamo risolto i problemi insieme. Con qualche errore, sicuramente, ma 19 assist, a livello di qualità di gioco per 32/33 minuti c'è stata una bella differenza tra le due squadre. Loro poi hanno aumentato la pressione, e abbiamo commesso qualche ingenuità. Ma ora conta solo vincere. C'è una partita in meno, ancora non c'è nulla di deciso, ci sono altre tre partite. Ma nessuna ci ha battuta due volte, la chance resta solo a Livorno. Tanta roba oggi: saper soffrire, essere freddi. Miniotas lo abbiamo tenuto in naftalina per un po' di tempo, oggi ha fatto un partitone»

 
L’allenatore sottolinea come, in questa fase della stagione, non siano ammessi errori:
«Sappiamo di non essere perfetti, e che le altre squadre si sono rinforzate. Domenica ci attende un'altra verifica importante in un campo tosto come quello di Rieti. Ma ora pensiamo a questo bel passo in avanti fatto. Scafati insegue, abbiamo la differenza canestri negativa con loro. Non ci sono permessi passi falsi, dobbiamo soffrire fino alla fine. Ma ci divertiamo lavorando con questi ragazzi, non c'è egoismo, si cerca sempre il tiro migliore: è la base della nostra stagione, non ci sono egoismi»

Per Leka, la sfida contro Torino ha assunto anche un valore personale, segnando un traguardo importante nella sua carriera:
«Una roba statistica, mi fa piacere perché non ci sono tanti allenatori che sono arrivati a questo traguardo. Per questo è un motivo di orgoglio per un pesarese di adozione come me. Da 35 anni è casa mia, è la mia vita. E ci lavoro da dieci anni, ritornando dopo 5 anni a Ferrara e un anno e mezzo negli USA... C'è grande soddisfazione. Per me è un motivo di orgoglio, per i sacrifici fatti durante la vita».

Pesaro, dunque, continua a dimostrare determinazione e spirito di squadra, consapevole che la corsa verso gli obiettivi stagionali non permette distrazioni. La strada è ancora lunga, ma la consapevolezza nei propri mezzi cresce partita dopo partita.

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