Così l'allenatore della Guerri
Da La Repubblica a cura di Marco Caiazzo, il post partita del PalaBarbuto. Bastano due vittorie interne per risollevare il morale di un'intera tifoseria e darle un'idea di futuro. Jasmin Repesa ha cambiato marcia al Napoli Basket: prima il successo salvezza con Treviso, poi il prevedibile ko di Milano e infine un'altra vittoria casalinga con Trento, sabato sera, per alimentare i sogni playoff della Guerri. Impensabile solo tre settimane fa, quando Napoli era reduce da 9 ko in 11 partite, la corsa all'ottavo posto è ripartita e vede Caruso e compagni in piena bagarre con altre 4 squadre. Sarà soltanto una a esultare, la Guerri è messa bene negli scontri diretti ma deve necessariamente fare bottino pieno nelle ultime 2 partite stagionali: domenica prossima a Reggio Emilia e il 10 maggio all'Alcott Arena con Udine, entrambe in contemporanea con tutte le altre partite di serie A alle ore 17. Impossibile? Forse, ma almeno gli azzurri hanno dato un senso a questo finale di stagione, tornando a pensare a una qualificazione nei playoff che dalle parti di Fuorigrotta manca da diciannove anni: neppure la squadra che ha vinto la Coppa Italia due anni fa era riuscita nell'impresa, chiudendo con un beffardo nono posto a pari punti con l'ottava. Napoli insomma vuole riprendersi quello che per troppo tempo è sfuggito e per riuscirci dovrà battere un avversario a suo modo storico: a Reggio Emilia, i partenopei conquistarono una storica promozione in serie A nell'era Maione (2002). E furono proprio gli emiliani a inchinarsi ai ragazzi di Milicic nella semifinale della trionfale Coppa Italia 2024. Il simbolo della ritrovata unità d'intenti è una foto pubblicata sui canali del club, con il gigante Repesa e il più piccolo Rizzetta stretti in un abbraccio. «I playoff sono ancora raggiungibili, vedremo cosa ci dirà il campo - le parole del coach nel post partita di sabato -. Dobbiamo crederci giocando sempre al massimo ed evitando cali di rendimento nel corso del match». Sul successo con Trento, maturato con un incredibile break di 29-2 nel terzo quarto con 17 punti di Doyle: «Abbiamo sistemato le cose nel secondo tempo, mentre nel primo non siamo stati concentrati e aggressivi: è un problema di mentalità. Voglio vedere una squadra che gioca insieme per 40 minuti, senza pensare ai numeri personali».