La vetta è quasi conquistata
Dal Corriere di Bologna a firma Luca Muleo, il post Trieste lascia spiragli di ottimismo. Il traguardo, seppur parziale, a un passo. La Virtus s'è cambiata di nuovo la vita con queste quattro vittorie consecutive, le tre in campionato soprattutto non solo hanno risolto una pericolosa crisi di gioco e risultati, ma anche dato alla squadra di Jakovljevic la quasi certezza del fattore campo ai playoff. Basterà vincerne una tra Sassari, con un piede in A2 dopo l'impresa di Treviso a Brescia che ha fatto comodo anche alla Olidata, e Varese in casa, missione più che possibile.
VANTAGGIO. Ora, oltre al vantaggio dell'arena, che in una stagione in cui tutte le pretendenti hanno mostrato difficoltà potrebbe essere ancora più importante, è il tempo l'alleato principale che i bianconeri si sono meritati sul campo. Giocare senza pressione, e allenarsi tutta la settimana aiuterà non poco i bianconeri a mettere a punto i dettagli per l'ultima corsa scudetto. Dove, tra primo posto e forma attuale, tornano a essere i favoriti, o almeno nella possibilità piena di difendere il titolo dello scorso anno.
LUNGHI. I lunghi hanno dato un segnale. Finalmente Smailagic. Dopo mesi di esibizioni combinando poco o nulla, il serbo si è ripreso spazio e canestri contro Trieste. Serviranno conferme più decise, ma la restituzione al ruolo di "4" sembra potergli fare bene. Anche se penalizza Akele e Ferrari, che potrebbero tornare in gioco quando rientreranno Morgan e Vildoza e s'imporrà la scelta nel turnover Scelta nella quale oggi è impossibile comprendere Diarra, l'uomo più in forma. La sua crescita fa sperare la Virtus di aver risolto qualche problema in area, sia in attacco che in difesa. Il maliano può essere l'uomo nuovo e la comprensione del gioco, sempre maggiore, può portarlo a sfruttare del tutto le sue grandi qualità atletiche.
REGIA. Il resto lo stanno facendo i ritorni in regia. Pajola ci ha messo 21' dopo tre mesi a spiegare la differenza che fa averlo o non averlo al comando. Il già inevitabile rimpianto di doverlo perdere è l'unica nota amara, con lui la Virtus ha un'anima di gioco e difensiva che pochi nella storia hanno saputo dare. Stella Rossa e Dubai oggi sembrano le squadre più accreditate a offrirgli un palcoscenico europeo di livello, ma l'estate è ancora lunga. D'altro canto Yago è un complemento perfetto del marchigiano, perché alla gestione del primo può aggiungere il suo ritmo e creare in proprio. Quando d sarà anche Vildoza, al di là dei grattacapi nella non semplice scelta di tenere fuori due giocatori, il quadro sarà completo.
DETTAGLI. Non tutto però è andato bene contro Trieste, al netto di una supremazia che non è comunque sembrata in discussione. Dopo 17' del miglior basket di questa parte di stagione, la macchina virtussina s'è inceppata e il rientro di Trieste dal -20 al -4 è un vizio da eliminare per il futuro prossimo. Poco però rispetto alle note positive e alla coinddenza di aver bloccato due dei migliori attacchi del campionato nelle ultime gare, compreso il capocannoniere Ramsey, rimasto senza triple e al minimo stagionale. Quanto basta per vedere di nuovo la Virtus in pole alla partenza della corsa scudetto.