Vicino alla chiusura
Dal Resto del Carlino a firma Alessandro Gallo, la cerchia per il neo coach Virtus si stringe. Il tempo per gli annunci ormai è maturo. Vero è che, la settimana scorsa, la Virtus era pronta a riabbracciare Djordjevic, ma Sale ha preferito – anche per non rimangiarsi la parola data – volare in Turchia. Ma la V nera non è rimasta con le mani in mano. Il direttore generale bianconero, Paolo Ronci, non ha abbandonato le piste che portano all'estero. E il casting, ora, si è ridotto a quattro elementi. Due strade portano alla Slovenia, Aleksander Sekulic e Jaka Lakovic, una in Spagna, Alex Mumbrù e l'ultima in Francia, Pierric Poupet che, proprio ieri, è stato congedato dall'Asvel. Il congedo da un lato e l'imminente annuncio del club bianconero potrebbero portare a pensare che sia il francese il candidato alla panchina Virtus. L'impressione, però, è che ormai sia quasi una corsa a due tra Sekulic e Mumbrù, con lo sloveno attualmente in vantaggio sullo spagnolo. In ogni caso si tratta di profili simili che vanno sulla strada già tracciata per Djordjevic. Ovvero un coach esperto che possa, con la sua personalità, far crescere un gruppo per il quale, come per l'ultimo anno, ci saranno alcune scommesse. Con il coach che verrà saranno condivise alcune scelte. La prima di queste riguarda Luca Vildoza, il play argentino che ha mostrato talento e garra, ma pure tanta fragilità muscolare. Detto che non dovrebbero esserci chance per Alen Smailagic, spentosi progressivamente, qualche colloquio con Karim Jallow potrebbe essere intavolato. Resta aperta la questione Matt Morgan, fresco sposo. Il giocatore, uno dei tanti che sono migliorati una volta indossata la maglia della V nera, ha davanti un'offerta precisa. Vorrebbe monetizzare la crescita, ma per il momento non ha ancora individuato l'offerta della vita. La Virtus, come ribadito più volte, ha giocato d'anticipo, come piace fare a Ronci. Con un organico che sarà potenziato dall'arrivo di tre italiani, Tommaso Baldasso, Davide Casarin e Assane Sankare, ai quali aggiungere poi Rasheed Bello – che come profilo piaceva anche a un ex regista doc qual è stato Djordjevic – e Kevin Kokila. Ci sarebbero altri due punti interrogativi, almeno a oggi, ma la Virtus si sta assemblando come se i due non ci fossero più. Ma se cambiassero le situazioni... Di chi stiamo parlando? Di Saliou Niang e Alessandro Pajola. Sal aveva firmato un biennale con la sola uscita per la Nba. Ma è chiaro che, con le cifre che girano nella Ncaa, potrebbe liberarsi per la stessa cifra (un milione). Il problema è capire se negli States faranno un passo indietro come sembra, evitando cioè la presenza di professionisti affermati tra gli universitari, o meno. Bisogna vedere se lo stop, paventato, sia immediato o posticipato all'anno prossimo. E Pajola? Il contratto scadrà il 30 giugno. Pajo non ha firmato rinnovi, ma non ha trovato ancora accordi con altri club. E allora? Zanetti ha sempre seguito la vicenda come un fatto personale, per l'affetto nei confronti del play. La proposta (pare anche migliorata) è sempre lì. Basterà aspettare la fine del mese. Ma la Virtus, intanto, con o senza Niang e Pajola, sta prendendo forma.