Gigi Datome: «Vincere ora vale di più»

02 luglio 2026 06:39

Italia contro l'Islanda oggi

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, le parole di Gigi Datome alla vigilia della sfida in terra islandese. Dopo le amichevoli vinte con Croazia e Slovenia, i punti pesano per ritalia stasera in Islanda (ore 21.45 a Reykjavik), penultima partita delia prima fase di qualificazioni mondiali: domenica l'ultima con la Lituania a Bologna. Gli azzurri potrebbero scendere in campo già sicuri della qualificazione, se la Lituania (alle 17.30) battesse la Gran Bretagna. Ma sono partite che pesano anche nell'ottica della seconda fase: servirà arrivare con più punti possibile al proibitivo incrocio col girone di Turchia, Serbia e Bosnia, con soli tre posti per il Mondiale 2027. «Queste gare valgono tanto, come le altre finestre, perché ogni partita dà la possibilità di fare punteggio per la classifica, speriamo, del secondo girone - dice Gigi Datome, simbolo azzurro e oggi capo delegazione dellTtalia e responsabile del settore squadre nazionali -. Questa finestra che sta passando quasi inosservata, sia per il momento della stagione che per il caos per le note vicende dei nuovi club, ma sarà molto importante e ci stiamo preparando seriamente» . Con Marco Ramondino a portare avanti il lavoro del et Luca Banchi, assente per motivi personali: «Un po' le finestre ti abituano a dover essere flessibile a tutto quello che può succedere, e questo nessuno lo voleva - dice Datome -. Non dico che Luca non mancherà, ma tra le sue qualità c'è aver messo in piedi uno staff di alto livello, a cui si sono aggiunti Filippo Messina, che con Adam Filippi dà una mano soprattutto sul lavoro individuale, e Ricky Fois. Tutti guarderanno al risultato, ma io che li vedo sono felice del lavoro che fanno tutti i giorni». Per le convocazioni è stata la finestra più difficile. È orribile, tra free agency e acciacchi di fine stagione. Però non mi è mai piaciuto parlare degli assenti e lamentarsi di chi non c'è: non è rispettoso di chi c'è e si sta impegnando. È capitato anche a me di scegliere di non fare questa finestra, nel 2018, o di farla, nel 2022. Prendiamo atto delle assenze ma siamo molto concentrati su quello che dobbiamo fare». Ci sono alcuni ragazzi che andranno al college. Sì, grazie al lavoro dei nostri uffici e broker che hanno messo insieme un pacchetto per chi fa il college: i compensi del Nil non sono assicurabili perché non pagano la prestazione sportiva, ma riusciamo a offrire un pacchetto perché chi vorrà potrà essere con noi, come qui Emejuru e Vincini, che ringraziamo, o Lonati nell'Under 20. Ora sarà il college o il ragazzo a prendersi la responsabilità di dire no. La Nazionale vuole far capire ai ragazzi, magari un po' frastornati, che, per contesto competitivo, staff di alto livello e partite vere, resta un ottimo strumento migliorativo delle loro carriere». Da simbolo del basket romano, che idea si è fatto dell'arrivo di due squadre nella Capitale? Capisco tutti: tifosi, proprietari, chi vuole cercare di saltare sul treno di Nba Europe... Ho seguito molto i progetti su Roma e sono molto orientati a inserirsi e prendersi cura anche del territorio: se sono modelli virtuosi faranno bene al tessuto sociale». Il tifoso si chiede: c'era già una squadra a Roma, che bisogno c'era di due? Adesso è così ma c'era scetticismo anche sui Lakers, che si chiamano così non perché in California ci siano i laghi ma perché vengono dal Minnesota, e ora tutti li conoscono come Los Angeles Lakers. È f anno zero. Ovvio che se uno pensa al basket a Roma pensa alla Virtus. Poi se quanto fatto vedere sul campo sarà di alto livello, non da subito ma pian piano la gente si avvicinerà. Ma è ancora tutto da fare, aspetto anche io con grande curiosità». Perché Datome ha preferito non farne parte? Perché sono molto felice di quello che faccio, mi sento gratificato e rispettato, sto imparando tanto e sento che in Federazione ini vogliono aiutare a trasformare l'entusiasmo da ex giocatore in qualcuno con l'esperienza per dare una mano. E i frutti del lavoro sul territorio con Salvatore Trainotti li vedremo tra anni, mi sarebbe dispiaciuto chiudere così». Pois campione Nba: che impressione ha fatto? Un'emozione, mi commuovo: ricordando da dove siamo partiti... Penso che a chi come lui e Poeta ha un approccio strapositivo al basket e ai rapporti poi le cose buone succedono. Con Riccardo siamo insieme dal minibasket, poi alla Santa Croce Olbia di mio padre: sono felice anche per babbo, vedendo Ricky campione Nba sarebbe impazzito». 

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