I nuovi punti di riferimento della Virtus Bologna

16 luglio 2026 07:11

La nuova Virtus Bologna

Dal Corriere dello Sport a firma Luca Muleo, il nuovo corso virtussino, con nuovi punti di riferimento. E' successo più di una volta, vederli a fine gara microfono in mano a intervistarsi, giocando con la bellezza dei loro venf anni e i sorrisi di chi si affaccia con entusiasmo al livello più alto. Momo Diouf, che a 25 anni ancora da compiere ha già grande esperienza da trasmettere agli altri, era non a caso il capobanda. Rimasto per almeno un'altra stagione in bianconero, cerca la consacrazione definitiva dopo un paio di annate in cui ha mostrato nessuna difficoltà a calarsi nel ruolo in Eurolega, dove ha saputo competere con il meglio dei lunghi che ci sono in circolazione. Mobile, come si conviene a un interprete del gioco moderno, ma anche capace di far valere centimetri e chili in area come invece si usava di più una volta, con mano educata dalla distanza media, oggi semplicemente una rarità, il ragazzo cresciuto nel reggiano viene da 33 presenze europee con 8,4 punti e 4,2 rimbalzi di media. Dieci volte in doppia cifra, sempre presente in area con buona dose di intimidazione difensiva, la prossima per Momo potrebbe essere la stagione della leadership definitiva, dopo un'annata che è stata condizionata da qualche problema fisico e che ha risentito di quanto accaduto tra coach Ivanovic e una parte della squadra.
FERRARI. Sarà lui dunque, giovane ma esperto, con la canotta Virtus addosso ancora per la terza stagione e un rapporto forte con la piazza, a dare l'esempio alla Virtus della linea verdissima, che ancora attende di capire quali saranno gli ultimi innesti pesanti da aggiungere sugli esterni. Insieme a lui c'è Francesco Ferrari, l'ultimo a venire in quella foto dei fine partita vincenti, solo per una questione di tempi d'arrivo, dirottato in corsa da Cividale verso la Virtus, non senza pareri opposti tra chi pensava fosse meglio inserirsi a bocce ferme e chi ha invece sponsorizzato l'ingresso in corsa. Con coach Ivanovic spazio e premesse ottime, nessuna paura, la faccia tosta giusta e necessaria per inserirsi subito forte in squadra. Quando sono venuti fuori i problemi, il minutaggio si è ridotto e la scelta di puntare su chi aveva più esperienza ha prevalso, consentendo anche di metterlo un po' al riparo. In ogni caso l'assaggio delfanno scorso gli servirà per non sentirsi più un debuttante e giocarsi le sue chance, alla pari con gli altri.
OBIETTIVI. Perii resto continua la ricerca di due guardie che sappiano dare spessore e anche leadership al gruppo bianconero, che con questa linea verdissima ha bisogno di trovare almeno un profilo in grado di guidare gli altri, al di là dell'esperienza di Hackett e del piglio dirigista che sapranno tenere Carr e Bello. Due innesti (tre se arriverà un altro italiano, l'alternativa è la promozione di Baiocchi), per completare il quadro, sempre in attesa dell'ufficializzazione di Kokila, che viaggia sul binario con Dubai, per presentarsi ai nastri di partenza della nuova stagione. Un gruppo che dovrà fare passi in avanti per tutto l'anno, prendendo entusiasmo dalle vittorie e imparando le lezioni che daranno le sconfitte. 

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