Varese ci crede
Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. Davide Alviti non vede l'ora di cimentarsi con i nuovi obiettivi di una Openjobmetis che ha alzato l'asticella anche grazie alla sua riconferma. L'ala di Alatri vestirà per il terzo anno la maglia biancorossa con un rinnovo a lungo termine (altre due stagioni con opzione per il 2029) che ha rappresentato il primo colpo di mercato dell'estate biancorossa. "Dirigenza e allenatore esprimevano già lo scorso anno l'ambizione di fare un passo avanti. Ci siamo parlati di nuovo al termine del 2025/26 e la volontà di proseguire insieme era condivisa. Abbiamo trovato un accordo soddisfacente grazie alla volontà di Luis Scola e alla disponibilità di Zach Sogolow e Maksim Horowitz, oltre al grande rapporto con Kastritis che per me ha un valore fondamentale. Sono super contento di essere rimasto per far parte di un grande progetto molto ambizioso; l'asticella è molto più alta ma gli stimoli sono al massimo". Cosa cambierà tra giocare per la salvezza e lottare per la metà alta della classifica? "C'è un'energia diversa che si è percepita sin dal giorno del primo allenamento. Siamo tutti consapevoli di far parte di una squadra che vuole ritagliarsi un ruolo importante. È diverso iniziare una stagione pensando di portare a casa la salvezza, rispetto a puntare alle Final Eight di Coppa Italia e ai playoff e poi vedere dove si riesce ad arrivare. Stimoli ed entusiasmo sono al massimo: giocare per vincere il più possibile fa tutta la differenza del mondo". A te e agli altri confermati toccherà il ruolo da "Ciceroni" per spiegare ai nuovi il sistema Kastritis. "Il feeling che ho con il coach è ben noto, cercherò di aiutare il più possibile i compagni: da febbraio 2025 abbiamo costruito un'identità che io e Libro cercheremo di trasmettere ai compagni. Lui ha più esperienza"varesina" e io sul campo, ci uniremo per inserire rapidamente gli americani con un altro giocatore di grandissima esperienza come Della Valle. Con Amedeo e lo stesso Ikangi c'è un gruppo di italiani molto valido che può velocizzare l'ambientamento dei nuovi arrivati". Sono aumentate le aspettative di Varese ma si è alzato anche il livello del campionato? "Si percepisce chiaramente l'entusiasmo dell'ambiente per la campagna acquisti estiva. Dovremo riuscire a far coincidere queste aspettative con il nostro rendimento sul campo; si è alzato tanto anche il livello della serie A, le due Roma devono ancora completarsi ma ci sono ottime basi. Si è rinforzata Napoli oltre a Varese, restano ovviamente Milano e Bologna insieme a Venezia e Tortona che ha fatto una bella squadra. Sarà bello competere ad alto livello ogni domenica, però ai playoff sono sempre 8 le squadre che si qualificheranno e ci sarà da lottare". Si torna in Europa per recitare da protagonisti anche in BCL, come gestire il "NBA Europe? Sarebbe bello farne parte con un club con doppio impegno che hai già affrontato con Milano e Trento? "È un segnale importante delle ambizioni della società in ottica futura. Dovremo essere bravi a gestire due competizioni di eguale difficoltà, sarà fondamentale il lavoro dello staff tecnico e medico per gestire tutto. Per chi non ha esperienza europea cambia tantissimo il discorso della gestione della quotidianità. Dal mio punto di vista è un po' meglio giocare anche in Europa per un aspetto mentale: è importantissimo imparare a resettare ogni risultato di ogni partita, senza portarsi dietro scorie di eventuali sconfitte e affrontare tutti gli impegni al massimo dell'energia. E poi giocando di più contro avversarie sempre diverse si migliora rispetto agli allenamenti di una settimana intera con gli stessi compagni". Il tuo accordo a lungo termine, con tanti altri pluriennali, può essere davvero lo zoccolo duro di una squadra proiettata verso il sogno NBA Europe? "È una lega della quale non si conoscono ancora i termini effettivi ma farebbe certamente piacere essere parte della squadra che porta un club dalla grande tradizione come Varese in un campionato molto importante. Io sono qui da 3 anni ma ci sono elementi come Libro che hanno uno storico ben più lungo, oltre a figure della società ancora più lunghe nella loro militanza. Sono molto contento della costruzione di una squadra che possa durare nel tempo: dare continuità al reparto stranieri è una cosa super positiva, lo fanno principalmente le big ed è un aspetto determinante per la chimica del gruppo. Vedo l'importanza della continuità nell'aver ritrovato i compagni della stagione passata Librizzi, Renfro, Ladurner e Villa: è come se questi mesi senza allenamenti non fossero passati, abbiamo riannodato subito i rapporti".