Crescita del vivaio
Da QS a firma Eugenio Petrillo, gli investimenti della Virtus Bologna. Prima il lavoro, poi gli applausi. Da lunedì la Virtus comincerà a sudare e a prendere confidenza con un gruppo che, almeno inizialmente, sarà a ranghi ridotti. E proprio per questo salterà il tradizionale appuntamento con i tifosi al primo allenamento (agli ordini di Daniele Parente). Una consuetudine ormai cara, che quest'anno verrà semplicemente rimandata. L'occasione per vedere da vicino la nuova Virtus arriverà più avanti, quando la squadra sarà finalmente al completo. Bisognerà aspettare l'inizio di settembre. In quei giorni rientreranno sotto le Due Torri Aliou Diarra, impegnato con il Mali, Bobi Klintman con la Svezia, Tommaso Baldasso e Francesco Ferrari con l'Italia. E con loro torneranno anche Alex Mumbrù, commissario tecnico della Germania, e il nuovo responsabile della preparazione fisica bianconera Roberto Molina, anche lui al seguito della selezione tedesca. Sarà allora che il pubblico potrà finalmente vedere all'opera la nuova creatura bianconera e salutare il nuovo capitano, Daniel Hackett, ed il resto del gruppo. Nel frattempo, nelle ultime ore, si è tornati a parlare di Saliou Niang. Il caso riguarda il delicato intreccio burocratico tra status professionistico e mondo collegiale americano. Il giocatore, promesso sposo di Lsu, ha lasciato la Virtus con un buyout e non ci sono spiragli per un ritorno in bianconero. Si è parlato del classe 2004, ma sulla stessa eventuale barca potrebbero esserci anche altri ragazzi italiani che hanno fatto il percorso inverso, dalla LBA alla Ncaa: Quinn Ellis, Elisee Assui e David Torresani, per citarne alcuni. La Virtus, però, non si guarda indietro. Il roster è chiuso e la scelta di puntare su Matteo Baiocchi e Livio Berlingeri non nasce dall'esigenza di trovare un piano B. È un investimento vero e proprio. Baiocchi è un classe 2007, Berlingeri un 2008, e soprattutto su quest'ultimo il club ha costruito un progetto di crescita importante. L'ala bianconera, dopo essersi messa in mostra nei tornei giovanili e soprattutto alla Next Gen di Eurolega, dove ha giocato alla pari con ragazzi destinati a essere protagonisti nelle prime scelte del draft Nba, aveva attirato l'attenzione di diversi club italiani ed europei. Averlo trattenuto è quindi un segnale forte: la Virtus crede in Berlingeri e Berlingeri crede nella Virtus come ambiente ideale per crescere. Un binomio che, se fosse saltato, avrebbe lasciato più di qualcuno con qualche legittimo mugugno. E poi c'è Marco Milazzo. Classe 2009, già protagonista nella passata stagione, è un altro talento che la Virtus vuole accompagnare nel suo percorso. Perché il futuro, in casa bianconera, non è soltanto una parola da conferenza stampa, ma ha già dei nomi e un pallone tra le mani.