Torna a parlare il serbo protagonista in nazionale
L’Armani Olimpia Milano ha affrontato la Crvena zvezda Meridianbet al Torneo Internazionale di Creta senza poter contare su Marko Gudurić, rimasto in panchina al PalaKriti. Al suo fianco, tra gli spalti, sedevano anche due volti noti sia alla nazionale serba sia al pubblico milanese: Dejan Davidovac e Ognjen Dobrić, oggi pilastri del club di Belgrado e avversari dei biancorossi.
Reduce da un’intensa esperienza con la Serbia, Gudurić – come altri compagni di nazionale – sta ancora recuperando le energie dopo le recenti fatiche. Le vittorie contro l’Islanda alla Stark Arena e, soprattutto, il successo pesante contro l’Italia a Pesaro hanno rappresentato una finestra di qualificazione straordinaria. Proprio nella sfida contro gli Azzurri, il talento di Priboj si è imposto come autentico leader: solidità, presenza costante sul parquet e la sensazione che l’azzurro della nazionale gli abbia restituito entusiasmo e fiducia.
«Ho davvero goduto, mi era mancato molto il fatto di aver saltato le finestre. Oggi ho parlato con il selezionatore, l’ho ringraziato per tutto. È stato davvero molto bello», racconta a Meridian Sport da Creta il mancino di Priboj.
Alle sue dichiarazioni si affiancano quelle di Aleksa Avramović, che aveva già sottolineato il valore del gruppo dopo la vittoria in Italia:
«È qualcosa che ci contraddistingue. È sempre stato così, almeno negli ultimi 4-5 anni. Abbiamo continuato su quella linea, l’ossatura della squadra è la stessa, per me non è nulla di strano o diverso. Quando c’è un’atmosfera del genere, quando siamo più che compagni, siamo amici, allora tutto diventa più facile.»
Gudurić ha sottolineato quanto sia stato importante per lui tornare a vestire la maglia della Serbia:
«Mi ha significato davvero tanto. Avevo saltato le finestre e non sapevo come mi sarei integrato con Dule (Alimpijević) e i compagni. Inoltre c’era la partita contro l’Italia, dove gioco, ed era una gara tremendamente importante. C’erano molti motivi per cui fosse una partita speciale. Devo dire che abbiamo festeggiato bene. Anche se sono qualificazioni, la vittoria è davvero molto importante.»
Ora, però, per Gudurić è tempo di concentrarsi sulla nuova avventura a Milano, una squadra profondamente rinnovata che deve ancora trovare la propria identità. Il giocatore, tuttavia, preferisce non sbilanciarsi sul futuro:
«È ancora presto per parlarne. Sono appena arrivato. Lasciamo questa conversazione per un’altra volta», aggiunge con un sorriso.
Dopo la pausa con la nazionale, Gudurić torna così alla routine del club, portando con sé sensazioni ritrovate e la consapevolezza di poter essere determinante anche in maglia biancorossa. Milano lo attende: lui appare già pronto a ripartire.