Pessima prestazione delle ragazze di Capobianco
Ecco servita la risposta a chi, tra esperti e presunti tali, da ieri si affannava in pronostici e calcoli: c’era davvero chi sosteneva che una sconfitta contro la Cina sarebbe stata strategica, per evitare la Francia agli ottavi. La realtà del campo, però, è stata ben diversa.
La Cina si è imposta nettamente sull’Italia per 71-51, senza lasciare spazio a dubbi o recriminazioni. La partita non è mai stata realmente in discussione: anche quando le Azzurre, scivolate fino a -26 a inizio terzo quarto, hanno trovato uno scatto d’orgoglio e sono risalite a -12 al 30’, grazie a un parziale firmato da Villa, Zandalasini, Cubaj e Pan, la sensazione era che le cinesi avessero sempre il controllo.
Fino a quel momento, la formazione asiatica ha dominato la gara sfruttando la straordinaria fisicità delle sue lunghe e applicando aggiustamenti tecnico-tattici mirati su Zandalasini, che pure ha confermato la sua affidabilità. Il piano era quello di correre e costringere la Cina a inseguire, ma alla fine sono state le Azzurre a rincorrere per tutta la partita, senza mai riuscire ad avvicinarsi davvero.
Anche nel momento di massimo sforzo dell’Italia, la Cina ha subito ristabilito le distanze con tre triple in apertura di ultimo quarto, chiudendo di fatto ogni discorso sulla possibile rimonta.
"Blackout Italia: la Cina domina per 40' ed è seconda, all'Italia toccherà l'Australia"
Non mancano le giustificazioni, e c’è già chi sottolinea: "Ma l'Italia era stanca dopo la battaglia con Team Usa!". Un’osservazione legittima, certo. Tuttavia, anche la Cina aveva dovuto sudare: solo ieri ha avuto bisogno di un supplementare per avere la meglio sulla Cechia. E in un torneo così breve, la stanchezza pesa per tutti.
Sul piano tecnico non si possono muovere grandi rimproveri alle ragazze di Lardo, se non per la serata disastrosa al tiro da tre: con appena 2 realizzazioni su 17 tentativi, è impossibile pensare di vincere a questi livelli. I veri appunti, semmai, vanno rivolti a chi si è lanciato in calcoli e profezie che, come spesso accade, portano solo sfortuna.
Il ritorno dell’Italia al Mondiale dopo 32 anni resta un successo, a prescindere da questa battuta d’arresto. Le Azzurre hanno già affrontato la squadra campione del mondo e quella che, quattro anni fa, si è piazzata seconda. E il cammino non è ancora finito.
Ora ci attende l’Australia, una delle potenze storiche del basket femminile: campionessa del mondo nel 2006, tre volte a medaglia nelle ultime quattro edizioni, bronzo nel 2022. Pur essendo cambiata negli anni, resta un’avversaria di ben altro spessore rispetto a Porto Rico.
Pensare già ai quarti è stato un azzardo dettato da eccessiva sicurezza e da una lettura superficiale di numeri e statistiche.
Questa Nazionale merita solo applausi, sostegno e tifo vero: anche dopo la sconfitta con la Cina, le ragazze hanno dimostrato carattere e determinazione. Ora serve solo incoraggiamento per continuare a sognare.
L’appuntamento è per mercoledì 9 settembre alle 20.45 contro l’Australia. Stavolta niente calcoli: l’obiettivo è replicare la prestazione contro la Cechia, o quella contro gli Stati Uniti. È possibile? Sì, le Azzurre hanno tutto per provarci e, magari, riuscirci. A patto di lasciarsi alle spalle il duro colpo subito dalla Cina.