L'affare si ingrossa di ora in ora
Il caso Rimantas Grigas continua a tenere banco nel basket lituano, imponendo ora chiarezza dopo mesi di tensioni e sospetti. Come riportato oggi da Eurohoops, la FIBA ha inflitto al tecnico una squalifica fino al 27 ottobre 2030 per gravi violazioni delle norme sul safeguarding, accompagnata da una multa di 12.000 franchi svizzeri.
Ma cosa si intende per safeguarding? Si tratta di un insieme di regole e procedure pensate per proteggere minori e persone vulnerabili da abusi, violenze, discriminazioni e negligenze.
In sostanza, l’obiettivo è garantire la sicurezza di chi si trova in condizioni di fragilità. Rimantas Grigas, ex commissario tecnico della nazionale femminile lituana e già allenatore dello Zalgiris – club con cui ha conquistato due titoli nazionali a metà degli anni Duemila – è ora al centro di un’inchiesta che ha scosso l’intero movimento.
Per comprendere l’accusa, bisogna tornare indietro di oltre un anno. Il 13 febbraio 2025 il sito 24sek pubblicò un’inchiesta che evidenziava forti tensioni all’interno della nazionale lituana, con Grigas nel mirino.
Quattro giocatrici, che hanno chiesto di rimanere anonime, denunciarono comportamenti inappropriati: frequenti contatti fisici, abbracci, carezze e l’uso di vezzeggiativi come “tesoro” e “piccola”. Una delle atlete ha raccontato: «Entra nella nostra bolla, ci prende per i fianchi, ci tocca sempre con la pancia».
Un’altra testimone ha aggiunto: «Si avvicina, ti abbraccia, ti stringe. Anche quando pranziamo, ci osserva mentre mettiamo ogni boccone in bocca». Queste rivelazioni portarono alla luce una situazione rimasta fino ad allora nascosta. Un’ulteriore testimonianza ha parlato della presenza dell’allenatore durante «massaggi a schiena nuda»: «Non mi ha nemmeno chiesto se potesse entrare».
Queste erano le accuse mosse a Grigas. La Federazione lituana venne subito coinvolta, ma – secondo quanto riportato da 24sek – dopo tre giorni di indagine dichiarò di non aver riscontrato alcuna irregolarità né casi di molestie sessuali. Tuttavia, la vicenda ha avuto una svolta solo a inizio mese, con la decisione della FIBA.
Una squalifica fino al 2030 lascia intendere che le responsabilità siano state ritenute gravi. Da qui la tempesta che ha investito la Federazione. Mindaugas Balčiūnas, presidente federale, è stato invitato a chiarire i punti oscuri della vicenda durante la trasmissione “Not So Easy” sul canale LRT.
Il presidente, però, ha declinato l’invito, almeno finché in studio fosse presente anche Jonas Miklovas, fondatore di BasketNews. Nonostante la sua assenza, il dibattito si è acceso lo stesso, con Balčiūnas che ha difeso l’operato federale: «Non stiamo parlando di un’indagine di tre giorni, è durata molto di più. Si discuteva se esonerare o meno il coach. La nostra reazione è stata esemplare, visto che il caso si è chiuso soltanto in questi giorni, dopo tanto tempo».
Il confronto si è fatto più acceso quando la stampa ha ricordato che il caso era noto già dall’inizio del 2025 e che, inizialmente, lo stesso presidente aveva dichiarato: «Non ci sono state molestie». Balčiūnas ha replicato: «Non posso commentare l’operato della commissione, perché non ne faccio parte né avevo un compito di coordinamento. Il nostro confronto con le giocatrici è durato un mese: evidentemente qualcuno non ha detto la verità. Allora non c’erano evidenze. Non dico che sia stato un processo ideale, vedo tutto con rammarico».
Un caso delicato e rimasto a lungo sotto silenzio, almeno secondo la stampa locale. Resta ora da chiedersi se la squalifica inflitta rappresenti una punizione adeguata o se, al contrario, sia troppo lieve rispetto a quanto emerso.