Il campione NBA non è da riflettori puntati
Nikola Jokic riconosce che il rapporto con i tifosi si è trasformato profondamente nel corso degli anni. Dopo oltre dieci stagioni vissute da protagonista assoluto, il leader dei Denver Nuggets ammette di essere diventato molto più selettivo nei confronti di chi cerca un contatto nella sua sfera privata.
Fin dall’inizio della sua carriera, il big-man serbo ha scelto di non rincorrere l’immagine della superstar sempre accessibile. Nonostante i riconoscimenti individuali, il titolo NBA e il ruolo centrale nella lega, Jokic ha sempre voluto tracciare una linea netta tra il parquet e la vita di tutti i giorni. Con il passare del tempo, questa esigenza di tutelare la propria privacy si è fatta ancora più forte: oggi, quando viene fermato per strada, non esita a porre dei limiti, anche se questo può farlo apparire distaccato o poco cordiale.
Jokic non nasconde il proprio pensiero:
«La popolarità mi dà sempre più fastidio. Sembrerà strano, ma divento più rude con le persone che vengono da me. Onestamente, è stancante. Alcuni intorno a me lo sanno: non faccio foto perché è il mio tempo. Sembrerà maleducato, ma cosa posso fare? Sono undici o dodici anni, a un certo punto basta.»
Il centro dei Nuggets sottolinea come molte delle interazioni con i fan abbiano perso autenticità, diventando quasi delle formalità.
«Preferisco quando qualcuno viene a dirmi qualcosa, piuttosto che quando arriva solo per scattare una foto, come se si andasse allo zoo per fotografare qualcosa.»
Una metafora che esprime chiaramente il disagio che prova in queste circostanze.
Jokic ha già dichiarato in passato di non sentirsi un esempio per le nuove generazioni. Secondo lui, i veri punti di riferimento sono la famiglia, i genitori e le persone vicine, non le celebrità. Pur consapevole che la sua notorietà attiri l’attenzione, respinge l’idea che questo debba cancellare ogni spazio personale.
Dopo più di un decennio ai massimi livelli, Jokic sembra deciso a non rinunciare più automaticamente al proprio tempo libero per soddisfare ogni richiesta. Un confine chiaro, che riflette non solo la sua maturazione sportiva, ma anche quella personale.