Pippo Ricci vuole concludere la carriera a Milano

23 settembre 2026 13:06

Dichiarazione d'amore all'Olimpia

Pippo Ricci, ala dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana di basket, ha incontrato gli studenti dell’Università LUMSA durante i Welcome Days, l’iniziativa di accoglienza per le nuove matricole promossa dai dipartimenti GEPLI e DISU, diretti rispettivamente dal professor Filippo Giordano e dalla professoressa Caterina Fiorilli.

Accolto con entusiasmo dagli studenti, Ricci ha condiviso la sua esperienza universitaria e il valore dell’impegno quotidiano: “E’ bellissimo essere qui, in questa università stupenda, grazie dell’invito. Vi consiglio di non accontentarvi, di fare tante cose, di essere curiosi, di fare domande in aula, di andare a lezione, divertitevi, godetevi gli anni universitari, impegnatevi, perché questi sono gli anni più belli. La giornata è fatta di 24 ore e quindi il consiglio è quello di riempire la giornata, di fare tante cose: più cose fate, più vi sentite vivi, forti e frequentate l’università con tanta energia”, ha affermato il cestista, laureato in matematica, rivolgendosi direttamente alle matricole.

Interrogato sulle sue attività fuori dal campo, in particolare il suo ruolo di presidente di Amani Education ODV, Ricci ha raccontato il valore della solidarietà e dell’impegno sociale: “Quando vivi in uno spogliatoio e fai parte di una squadra pensi agli altri prima di te stesso. Questo a me è sempre venuto naturale. Ho sempre pensato a chi mi stava accanto, sia in campo che fuori. Un po’ viene anche dai miei genitori che sono due medici volontari, mi hanno insegnato quanto è importante tendere la mano verso chi ha più bisogno, i più deboli e gli ultimi. Insomma, io provo a fare del mio meglio sia in campo che fuori. In campo cerco di essere il miglior compagno di squadra possibile. Da capitano poi devo pensare per forza alla squadra prima che a me stesso, provando anche a essere un modello per gli altri. Poi fuori dal campo ho imparato a provare anche a sfruttare il mio status di giocatore in un modo positivo: adesso stiamo costruendo una scuola secondaria in Tanzania cambiando la vita di tante persone. Ho capito come usare il basket in un modo diverso per mandare anche un messaggio più importante.”

Ricci ha poi svelato un aspetto personale, ispirato dal titolo del suo libro: “Se davvero da bambino volevo essere Robin, come il titolo del mio libro? E’ strano però è così perché il ruolo dell’alleato, dell’amico fedele, quello che magari fa il lavoro sporco, mi è sempre piaciuto e penso sia sottovalutato quando in realtà è fondamentale. Negli sport di squadra, di Batman ce n’è uno, due, tre al massimo. Tutti gli altri sono quelli dei collanti, i classici glue-guy, come si dice nel gergo tecnico. Quelli che appunto pensano agli altri, fanno un blocco, prendono un rimbalzo, magari fanno un tagliafuori e il rimbalzo lo prende un altro giocatore. Non vanno a finire nelle statistiche, ma sono fondamentali poi per vincere le partite e campionati. Io ho capito che se volevo fare carriera e arrivare in alto, dovevo essere un glue-guy, dovevo pensare agli altri e fare il lavoro sporco. Insomma, dovevo essere Robin, un ruolo che mi è sempre piaciuto”.

L’incontro è stato anche l’occasione per uno sguardo al futuro del basket italiano, con particolare attenzione alle due squadre capitoline, Maxima e BC, pronte a debuttare nel prossimo campionato:

“Sicuramente la presenza di queste due squadre alza il livello del campionato. Anche se della NBA Europe che sta arrivando, non si sa ancora tanto, io sono sicuro che il basket di alto livello che torna a Roma farà bene a tutto il movimento. Non vedo l’ora di giocare, sia al PalaTiziano sia al PalaEur, per vincere ovviamente. La Maxima sulla carta forse è un pochino più talentuosa, ma nella BC Roma c’è il mio amico Nico Mannion e non vedo l’ora di batterlo. Tornare a giocare in una squadra di Roma, magari a fine carriera, è un sogno nel cassetto? Chissà, se sarà nel mio destino: perché no? Sono diventato papà e mio figlio è nato a Milano, città dove sto bene e sono pure il capitano della squadra. Quindi se dovessi scegliere adesso, direi che vorrei chiudere la mia carriera a Milano. Vedremo.”

La cerimonia, aperta dai saluti del rettore professor Francesco Bonini e moderata dalla professoressa Gabriella Foschini, referente d’Ateneo per lo Sport, si è conclusa con la consegna a Ricci della maglia della LUMSA SPORT UNITED, la società sportiva dell’ateneo che permette agli studenti di rappresentare i colori universitari in discipline come tennis, pallavolo, calcio e padel, oltre a offrire corsi di basket e canottaggio. In quest’occasione, Ricci ha voluto lasciare un ultimo suggerimento agli studenti: “Il fatto che l’Università vi dia l’opportunità di fare sport non è scontato, quindi iscrivetevi e fate sport. Certo meglio se è il basket, ma vanno bene pure tutte le altre discipline”.

L’incontro con Pippo Ricci ha rappresentato uno dei momenti centrali del programma del Rome Future Week, offrendo alle matricole LUMSA un’occasione unica di confronto con un campione dentro e fuori dal campo.

Altre Pagine

23 settembre 2026

Giuseppe Marmina spiega perchè potrebbe essere possibile

 
23 settembre 2026

Ci vorrà del tempo per realizzarla

 
SUPERBASKET SRL
Piazzale Loreto, 9
Milano
20131
Tel: 3499775163
Email: giampierohruby2025@gmail.com
P.iva: 07569570968
Cf: 07569570968