02 ottobre 2026 06:50
La distribuzione economica e la nuova visione
La College Sports Commission ha diffuso oggi un comunicato con il bilancio del primo anno di revenue sharing nello sport universitario americano: circa 1,8 miliardi di dollari versati direttamente agli studenti-atleti nella stagione 2025/26.
Attraverso il College Athlete Payment System, le università hanno dichiarato pagamenti destinati a 34.915 atleti di 307 atenei, distribuiti tra 33 conference e 45 discipline. Includendo gli Alston Awards e la spesa aggiuntiva per le borse di studio, il totale registrato da CAPS sfiora i 2 miliardi di dollari. Sono cifre riferite all’intero sport universitario, ma per chi segue il basket NCAA aiutano a comprendere come stia cambiando la costruzione dei roster.
Il primo elemento da chiarire riguarda la provenienza delle risorse. Il revenue sharing viene erogato direttamente dall’università; gli accordi NIL con soggetti terzi remunerano invece lo sfruttamento commerciale del nome, dell’immagine e di qualsiasi rappresentazione visiva, caricatura o avatar che renda identificabile l’atleta. Sono due canali distinti, che possono concorrere al valore economico complessivo di una proposta di recruiting.
Nel 2025/26 ogni ateneo aderente poteva distribuire fino a 20,5 milioni di dollari, ripartendoli tra le proprie discipline. Sessantotto università hanno raggiunto quel limite o si sono fermate entro il 5% dal tetto. È un dato significativo, perché la disponibilità effettiva delle risorse e la quota assegnata al basket dipendono dalla capacità finanziaria e dalle priorità di ciascun athletic department. È qui che, a mio avviso, cambia il lavoro di chi costruisce una squadra. La valutazione tecnica di un giocatore si accompagna alla necessità di attribuirgli un valore economico all’interno del roster. Quanto investire sul principale creatore dal palleggio? Quanto sulla protezione del ferro? Quale margine conservare per trattenere un titolare, aggiungere tiro perimetrale o completare la rotazione con un giocatore capace di difendere più ruoli?
Nel transfer portal, la produzione individuale va letta attraverso il contesto nel quale è maturata e quello nel quale dovrà essere trasferita. Una guardia proveniente da una mid-major può avere numeri importanti, ma occorre capire come reggerà una maggiore pressione sulla palla, quali vantaggi saprà creare contro difensori più fisici e quanto sarà efficace senza il possesso. Per un lungo, bisogna valutare se il rendimento a rimbalzo e vicino al ferro resterà sostenibile contro avversari di taglia e atletismo superiori.
Il costo dell’operazione rende queste domande ancora più rilevanti. Investire una quota consistente del budget su un giocatore significa ridurre il margine disponibile per altri ruoli: una scelta che deve tenere conto degli anni di eleggibilità residui, dell’impatto atteso e della complementarità con il nucleo già presente.
Anche la continuità assume un peso economico. Trattenere giocatori che conoscono il sistema, le letture offensive e le responsabilità difensive consente di conservare un patrimonio tecnico costruito nel tempo. Il confronto tra una conferma e un nuovo arrivo riguarda quindi anche ciò che servirà per integrare il giocatore e ridefinire gli equilibri della squadra.
Dal 1° luglio è iniziato il cap year 2026/27, con un tetto salito a 21,58 milioni di dollari per università. La CSC pubblicherà i dati aggregati al termine di ogni annualità, offrendo un riferimento per seguire l’evoluzione del sistema.
Nel basket NCAA, la mia lettura è che scouting, recruiting e gestione economica siano destinati a diventare sempre più interdipendenti. La qualità del lavoro passerà dalla capacità di attribuire il giusto valore al talento e distribuire le risorse tra creazione, tiro, difesa e profondità della rotazione. Con una decisione che accompagnerà ogni offseason: quanto spendere per migliorare la squadra e quanto investire per conservarne le fondamenta.