Partita molto delicata anche se è la terza di campionato
Al PalaBigi si accendono i riflettori per una sfida che promette emozioni: da una parte la Reggiana, decisa a centrare il primo successo stagionale davanti al proprio pubblico; dall’altra la Bertram Derthona Tortona, intenzionata a lasciarsi definitivamente alle spalle la delusione della trasferta romana. Domani alle 17, i bianconeri di Mario Fioretti affronteranno la seconda gara esterna nelle prime tre giornate della LBA Serie A SisalClub.
La formazione piemontese arriva all’appuntamento con il morale risollevato dal brillante successo ottenuto mercoledì in EuroCup contro Le Mans, una risposta immediata alla pesante battuta d’arresto subita pochi giorni prima in casa del BC Roma.
L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su LBATV.
L’avvio di stagione ha visto un percorso simile per entrambe le squadre. Gli uomini di Dimitris Priftis, alla guida di Reggio Emilia per il quarto anno consecutivo, hanno rimediato due sconfitte nelle prime uscite: 78‑83 al PalaBigi contro Trento e 99‑93 sul parquet di Napoli. Il primo sorriso è arrivato in Champions League, dove la netta vittoria per 82‑65 sui cechi del Pardubice – con 23 punti di Jaylen Barford – ha riportato entusiasmo. Tra i protagonisti confermati anche Luca Severini, ex capitano del Derthona, ora al suo secondo anno in maglia biancorossa.
Sul fronte Derthona, la fiducia è stata ritrovata grazie all’89‑83 europeo contro Le Mans, che si aggiunge al debutto vincente in campionato contro Verona alla Nova Arena. I Leoni dovranno ancora fare a meno di Paul Eboua, il cui rientro è previsto solo dopo la trasferta di Reggio Emilia, e salterà anche la prossima sfida europea in Grecia contro l’Aris Salonicco. Out anche Edoardo Di Meo, ancora alle prese con il recupero da un infortunio muscolare.
Nonostante la trasferta, venti tifosi dell’Area Bianconera saranno presenti nel settore ospiti del PalaBigi a sostenere la squadra.
La storia recente tra queste due formazioni racconta di dieci incroci in Serie A negli ultimi sei anni, con il Derthona in vantaggio 6‑4, tutte gare di regular season. Curioso il dato relativo alle sfide a Reggio Emilia: nelle prime stagioni, tre successi consecutivi degli ospiti, compresa la vittoria all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno durante i lavori al PalaBigi. In particolare, nel secondo anno di Serie A, Tortona rovinò la festa della riapertura dell’impianto reggiano. Negli ultimi due confronti casalinghi, invece, Reggio ha sempre avuto la meglio, compresa la netta affermazione dello scorso 26 aprile, già indirizzata nel primo tempo (88‑69).
«La partita di Coppa ci ha dato una mano a rinvigorire l’atmosfera dopo la brutta prestazione della domenica precedente con Roma», le prime parole dell’assistant coach. «Ci riaffacciamo sul campionato sapendo che andiamo su un campo complicato per mille motivi.
Al di là di quelli che sono stati i risultati delle prime due giornate, giocare contro una squadra che per gran parte è rimasta la stessa della scorsa stagione e il conoscere benissimo il suo coach, da tempo a Reggio, rende la sfida più complicata per noi.»
«Ci aspettiamo un alto tasso di fisicità e atletismo da parte di Reggio. Per giocare contro di loro le chiavi principali sono due. La prima è fare bene le piccole cose, in modo da riuscire ad eseguire quelli che sono i nostri obiettivi, perché contro la loro difesa così organizzata e ricca di buoni difensori i dettagli fanno la differenza nell’esecuzione offensiva.
Il secondo aspetto sarà quello di cercare di fare il possibile per vincere la battaglia sotto i tabelloni, dove tendono a fare molto bene sia nei rimbalzi difensivi che offensivi, per cui limitare i loro secondi possessi soprattutto quando giocano in casa sarà uno dei nostri must.»
«I loro tre nuovi stranieri, Speedy Smith, Rob Edwards e Derek Ogbeide, sono giocatori molto interessanti, esperti, e secondo me si sposano bene con il modo di giocare di Reggio. Smith è un eccellente difensore e creatore di gioco con il pick & roll e l’uno‑contro‑uno.
Ogbeide – che conosce già il campionato italiano essendo stato a Pistoia – fa della capacità di rollare e andare a rimbalzo la sua dote principale. Edwards è dotato di un’importante fisicità, può fare canestri in diversi modi, ha le armi per creare problemi non solo al tiro ma anche in uno‑contro‑uno e post basso.»