Panchina calda a Varese
L’avvio di stagione della Openjobmetis Varese continua a destare preoccupazione, specialmente dopo il recente ko casalingo contro il Peristeri in Basketball Champions League. I biancorossi faticano a trovare la giusta quadratura sia dal punto di vista tecnico che fisico, e i risultati raccolti finora sono ben lontani dalle aspettative della piazza. Inevitabilmente, il lavoro di Ioannis Kastritis è finito sotto la lente di ingrandimento.
Nonostante il clima di incertezza, La Prealpina chiarisce la posizione della società: «Va chiarito subito che agli occhi della società la posizione del coach greco non è assolutamente in discussione, respingendo le illazioni relative ad un interesse per Paolo Galbiati».
Paolo Galbiati, ex assistente di Matt Brase e recentemente sollevato dall’incarico al Baskonia, rimane comunque vincolato contrattualmente al club spagnolo in attesa della risoluzione. Di conseguenza, non sono in corso trattative per un suo ritorno a Varese.
La dirigenza ha scelto di rinnovare la propria fiducia a Kastritis, anche in virtù delle numerose defezioni che hanno condizionato l’inizio di stagione. L’analisi del quotidiano sottolinea: «Le valutazioni complessive sull'operato di Kastritis sono rinviate al ritorno a pieno organico di una squadra che finora non si è mai allenata al completo».
Nonostante il malumore di una parte della tifoseria, il club mantiene la propria linea: la fiducia nel coach resta solida e all’interno dello spogliatoio non si registrano segnali di frattura. «Nessun segnale di scollamento, considerando la massima disponibilità dei giocatori a mettere in pratica le richieste tecniche del tecnico greco e il livello quotidiano di intensità desiderato per gli allenamenti».
Kastritis ha avuto un ruolo determinante nella costruzione della rosa, scegliendo personalmente profili funzionali al proprio sistema di gioco. Tuttavia, gli infortuni di Amedeo Della Valle e William McDowell-White, insieme ai problemi fisici di altri elementi, hanno impedito all’allenatore di lavorare stabilmente con il gruppo al completo. Restano inoltre dubbi sulla reale compatibilità tra il sistema di gioco del coach e le caratteristiche dei giocatori a disposizione.
«Ma il cambio di status, e di anagrafe, dei giocatori del roster attuale è ancora compatibile con i metodi di un coach che spinge sempre forte e non le manda a dire a nessuno in allenamento?», si domanda il quotidiano.